Crisi economica, i parroci di Castellammare preoccupati: «La gente ci chiede soldi per le medicine»

Michele De Feo,  

Crisi economica, i parroci di Castellammare preoccupati: «La gente ci chiede soldi per le medicine»

«L’aumento delle bollette luce e gas del 400 per cento e il conseguente aumento dei prodotti di prima necessità ha incrementato il numero di richieste d’aiuto alle nostre parrocchie». Sono i sacerdoti stabiesi a denunciarlo, quelli che ogni giorno con le loro iniziative contrastano la povertà e aiutano chi ha bisogno. Una situazione già tragica per via delle problematiche sociali ed economiche dovute ai 2 anni di pandemia da Covid, peggiorata esponenzialmente nell’ultimo mese quando le famiglie e i piccoli commercianti si sono visti arrivare bollette e fatture luce e gas triplicate, in alcuni casi anche quadruplicate, con gli stessi consumi rispetto allo stesso periodo del 2021. Una bomba ad orologeria, che insieme al blocco degli stipendi fermi da anni, che ha innescato un abbassamento medio dei consumi causato dall’aumento di prezzo dei prodotti primari, come il pane che ha toccato il picco di 5 euro al chilo, l’olio e il latte praticamente triplicato. Un salasso per le tasche delle famiglie e le casse dei piccoli commercianti stabiesi, che presi dalla disperazione si rivolgono alle parrocchie per essere aiutati e nel peggiore dei casi, soprattutto per i grandi debiti, agli usurai di quartiere, che molto spesso corrispondono a esponenti della mala organizzata locale. «Il Reddito di cittadinanza è stato, soprattutto durante il lockdown una salvezza, un calmiere sociale, nel centro antico storicamente c’è sempre stato un problema di disoccupazione», dice don Antonino D’Esposito, parroco della Cattedrale di Castellammare che poi fa il punto sulla situazione. «Da sempre aiutiamo i più bisognosi del quartiere che si rivolgono a noi per la spesa e per il pagamento di debiti, anche dovuti a prestiti di usura. Purtroppo oggi grava anche il problema relativo alla Sanità. Infatti spesso riceviamo richieste d aiuto per il pagamento di analisi e ticket per effettuare visite mediche, grava su questo la situazione del pronto soccorso di Castellammare che ha visto ridursi i posti letto negli anni. – dice Don Antonino- Oltre all’aumento generale dei prezzi, ad incrementare la povertà sono le solite problematiche sociali come un certo stile di vita che porta a confrontarsi con certi modelli per cui si tende a rincorrere a volte l’effimero a discapito del necessario o dell’importante: un grande televisore, la festa con cantanti e fuochi d’artificio, il flagello delle ludopatie che creano difficoltà di varia natura. Non dimentichiamo l’usura». Sulla stessa linea si trova don Luigi Milano, sacerdote della parrocchia del Carmine: «Naturalmente i rincari allargano la cerchia delle persone in difficoltà perché gli stipendi non sono aumentati in maniera corrispondente. Perciò sono aumentate le richieste che vanno dalle bollette, ai fitti, ai medicinali, alle visite mediche specialistiche, ai generi alimentari, ai debiti da saldare rispetto a prestiti richiesti». Conclude don Luigi esplicando le azioni in cui si muove la Chiesa sul territorio: «L’azione di prossimità solidale della parrocchia va in tre direzioni: la prima è di intervenire direttamente, come gruppo Caritas parrocchiale, per le situazioni di emergenza affrontabili con le nostre risorse, coinvolgendo in maniera particolare i medici per le visite specialistiche. La seconda è la collaborazione con la Caritas diocesana per le difficoltà più complesse. La terza consiste nella sinergia con la fondazione antiusura Exodus per fronteggiare situazioni debitorie enormi. Il momento che stiamo attraversando è drammaticamente delicato soprattutto perché le prospettive, a medio e lungo termine, non offrono speranze di un futuro dignitoso per tutti».

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