Ambulanze senza barelle, ritardi nei soccorsi nell’area stabiese e vesuviana

Tiziano Valle,  

Ambulanze senza barelle, ritardi nei soccorsi nell’area stabiese e vesuviana

Si è accasciato al suolo sotto gli occhi dei suoi familiari. Per oltre un’ora sono stati proprio loro, assieme ad alcuni passanti, a rianimarlo e poi a stabilizzarlo in attesa dei soccorsi. L’ambulanza allertata alle 21.15 circa, è arrivata solo alle 22.30. Una volta lì, i medici hanno immediatamente predisposto il trasferimento dell’uomo, un cinquantaquattrenne, al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo, per tutti gli accertamenti del caso. Ma quanto accaduto martedì sera in villa comunale a Castellammare è l’ennesimo campanello d’allarme su quanto sta accadendo nella gestione del pronto soccorso stabiese. Un reparto che va in affanno per via della chiusura del pronto soccorso di Boscotrecase ed è costretto a un afflusso di persone, che arrivano anche dall’area vesuviana, difficile da gestire. All’emergenza Covid che adesso ha allentato la sua morsa s’è sostituita quella dei posti letto, che sono pochi e non bastano a soddisfare l’utenza. Il reparto Obi (Osservazione Breve Intensiva) che potrebbe garantire fino a 7 posti letto resta chiusa e così capita quotidianamente che i pazienti vengono ricoverati sulla barelle delle ambulanze. I mezzi di soccorso, di fatto, restano bloccati per ore e ore all’interno del piazzale dell’ospedale San Leonardo, proprio come accadeva durante le fasi più critiche dell’emergenza pandemica. Le ambulanze, per legge, non possono uscire senza barella, ma è capitato per casi gravi di pazienti con arresto cardiaco in corso la centrale operativa del 118 si è presa la responsabilità di fare uscire i mezzi senza, proprio per garantire assistenza a chi rischiava la vita. Le ambulanze bloccate all’interno del piazzale dell’ospedale hanno un effetto domino su tutta l’organizzazione dei soccorsi. La centrale operativa ne ha a disposizione 24 per coprire l’intero territorio della provincia di Napoli, oltre un milione di abitanti. Di media ne restano bloccate almeno 5-6 al giorno nell’ospedale di Castellammare e altre 3-4 in quello di Torre del Greco. Per quelle che restano a disposizione per le uscite poi, bisogna fare i conti con la carenza di medici, perché la stragrande maggioranza dei mezzi – soprattutto di sera – garantiscono solo l’autista e un infermiere a bordo. Di fatto la centrale operativa del 118 si ritrova a gestire appena 5-6 ambulanze che devono garantire gli interventi nell’intera provincia di Napoli. Un compito improbo che ha come conseguenza proprio quella di non riuscire a garantire soccorsi tempestivi su tutto il territorio. Il problema è che all’orizzonte non s’intravedono soluzioni. L’Asl Napoli 3 Sud non sembra avere in programma la riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase, che potrebbe garantire posti letto ai pazienti dell’area vesuviana. E all’interno dell’ospedale di Castellammare la carenza di personale medico non lascia intravedere la possibilità di aprire l’Obi che potrebbe alleggerire anche i sistemi di soccorso.

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