Alberto Dortucci

Torre del Greco, il «patto dei materassai» per Forza Italia. Mele torna a flirtare con gli azzurri, Sannino scarica il Pd

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, il «patto dei materassai» per Forza Italia. Mele torna a flirtare con gli azzurri, Sannino scarica il Pd

Torre del Greco. Una cena elettorale per sostenere la scalata al Senato dell’imprenditore Francesco Silvestro – il «re dei materassi» di Marcianise – diventa l’occasione per riaccendere il flirt tra Luigi Mele e Forza Italia.

A due anni dal burrascoso addio al gruppo azzurro e dal passaggio-flash alla Lega, il voltagabbana di palazzo Baronale ha approfittato dell’appuntamento organizzato da Pasquale Brancaccio – collega e amico dell’aspirante senatore – per un primo riavvicinamento ai berluscones.

Un «ritorno all’ovile» finalizzato alla corsa alle urne in programma il prossimo 25 settembre, ma con «vista» sulle elezioni del 2023 all’ombra del Vesuvio: le ambizioni di Luigi Mele a una candidatura-bis a sindaco – a dispetto del flop al ballottaggio del 2018 contro Giovanni Palomba – non sono un mistero e il «cappello» di Forza Italia potrebbe essere il primo passo per ottenere la leadership del centrodestra.

Un’impresa (apparentemente) impossibile – oggi il simbolo degli azzurri è in mano all’accoppiata formata dal commissario cittadino Dario Colombo e dall’ex vicesindaco Romina Stilo – ma la «vicinanza» di Raffaele De Luca, primo cittadino di Trecase, potrebbe cambiare gli equilibri interni ai berluscones della città del corallo.

La «tavolata» in un noto locale del quartiere Sant’Antonio ha regalato diversi «spunti» in vista del voto: a partire dalla presenza dell’ex consigliere comunale Gabriele Capuani – primo dei non eletti di Fi alle elezioni del 2018 e oggi alleato con Pasquale Brancaccio – fino alla partecipazione dell’assessore allo sport Giuseppe Speranza, candidato nel 2018 (all’epoca, portò a casa solo 218 preferenze) con la lista civica Ci vuole coraggio.

Ma a destare particolare sorpresa tra gli addetti ai lavori e non solo la presenza dell’ex assessore ai lavori pubblici Vincenzo Sannino: uno schiaffo, l’ennesimo, al Pd e un’apertura di credito al centrodestra. In vista dei futuri appuntamenti elettorali non il migliore dei biglietti da visita per i democrat della città del corallo.

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