Alberto Dortucci

Concorso dei veleni a Torre del Greco, il sindaco tra «due fuochi»: rischio crisi in maggioranza

Alberto Dortucci,  

Concorso dei veleni a Torre del Greco, il sindaco tra «due fuochi»: rischio crisi in maggioranza
Il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. La bocciatura del bando per l’assunzione di 25 nuovi precari del welfare in Comune rischia di scatenare l’ennesimo terremoto politico (e non solo) a palazzo Baronale. Con il sindaco Giovanni Palomba tirato per la giacca dagli alleati dell’ultima ora – determinati a portare avanti il concorso dei veleni già finito all’attenzione della prefettura di Napoli – e a caccia di una soluzione in grado di accontentare tutti gli esponenti della maggioranza senza accendere ulteriori «fari» sul municipio. La decisione finale è attesa per oggi, quando la giunta guidata dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio si esprimerà sulle due ipotesi in campo: confermare l’attuale procedura attraverso una «deroga» al regolamento comunale – un vero e proprio atto di forza da formalizzare con un apposito indirizzo dell’esecutivo cittadino – oppure, in scia alle «indicazioni» arrivate dal responsabile dell’anti-corruzione Pasquale Incarnato, revocare il bando e promuovere un secondo avviso pubblico per selezionare i 25 professionisti da assumere per otto mese al settore politiche sociali.

La fuga dall’aula

Lo stato confusionale in cui è piombata la «terza maggioranza» di Giovanni Palomba si è manifestato al momento dell’appello per la seduta monotematica del consiglio comunale chiamata a discutere – dietro iniziativa della «minoranza attiva» formata da Luigi Caldarola, Vittorio Guarino, Vincenzo Salerno e Santa Borriello – le «anomalie» del bando di concorso sollevate a inizio agosto e confermare dalla recente relazione del segretario generale. Al netto del sindaco, la maggioranza ha disertato l’appuntamento in aula: niente numero legale e riunione rinviata a oggi in seconda convocazione.

Il giorno della verità

Prima della seduta-bis, la carovana del buongoverno dovrà decidere la strada da imboccare per uscire dall’imbuto del concorso dei veleni: la linea oltranzista capeggiata da Dario Colombo – il commissario cittadino di Forza Italia «alter ego» dell’ex vicesindaco Donato Capone, specialista delle politiche sociali – punterebbe alla conferma dello status quo, in deroga al regolamento comunale. La linea attendista, meno «interessata» alla vicenda, preferirebbe ripartire da zero con un bando per titoli e esami in modo da non finire nel tritacarne politico dell’opposizione. In ogni caso, i contratti degli attuali lavoratori in forza al settore politiche sociali – in scadenza il prossimo 30 settembre – potrebbero essere prorogati di (almeno) 15 giorni e le prove scritte in programma la prossima settimana rinviate a data da stabilire.

Le reazioni politiche

Soddisfatto Luigi Caldarola: «La relazione del segretario generale conferma le criticità evidenziate dall’opposizione a inizio agosto – spiega l’ex esponente di maggioranza -. Il bando partorito dall’amministrazione comunale rischiava di essere eccessivamente “discrezionale” nella parte delle selezioni. La massima equità e trasparenza deve essere, invece, alla base di qualsiasi procedura concorsuale».

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