Crisi economica e allarme usura, a Castellammare una richiesta di aiuto ogni 48 ore

Michele De Feo,  

Crisi economica e allarme usura, a Castellammare una richiesta di aiuto ogni 48 ore

«La criminalità organizzata è un motore di ricerca per la risoluzione dei bisogni della povera gente. Lo Stato deve ritornare ad essere amico della povera gente». È l’ennesimo allarme di Don Tonino Palmese, presidente della fondazione Polis, da sempre impegnato in prima linea nella lotta alle mafie. Banche che non concedono prestiti, finanziarie che non danno pace, debiti pregressi, inducono i cittadini a rivolgersi agli usurai di quartieri, che, nella maggior parte dei casi, corrispondono a esponenti della mala organizzata stabiese. Un fenomeno, come dicono i membri della fondazione Exodus 94, ente che si occupa di prevenzione e contrasto all’usura soprattutto nel territorio stabiese «molto diffuso e su cui c’è molta omertà». La denuncia di Don Tonino, affiancata a quella dei parroci delle parrocchie stabiesi raccontata nei giorni scorsi da Metropolis, parte dal preoccupante aumento del tasso di povertà a Castellammare. Un numero, quello dei cittadini in miseria, da anni in continua crescita ma che a causa della pandemia è aumentato esponenzialmente. Cittadini che sono una preda facile dall’antistato, la camorra, che con il suo ricatto economico e la sua prepotenza sociale li rende schiavi del loro sistema fondato sulla violenza e sul predominio del più debole. Una situazione che non è migliorata nemmeno questa estate, che da possibile stagione del rilancio economico, visto il boom di turisti che ha inondato la città, si è trasformata in incubo per le famiglie meno abbienti e i piccoli-medi imprenditori, quando a fine agosto si sono visti recapitare nelle cassette della posta bollette e fatture luce e gas quadruplicate rispetto al 2021. A condire il tutto il fatto che a Castellammare la democrazia è sospesa da marzo, quando la giunta comunale è stata sciolta con decreto del Consiglio dei Ministri per infiltrazioni camorristiche. Un dato preoccupante lo dà la fondazione Exodus 94: «Il numero di segnalazioni e di richieste di aiuto sono aumentante dopo il primo lockdown. Principalmente erano cittadini che avevano problemi con le finanziarie. Tra l’inizio di questa estate e la riapertura di settembre, abbiamo avuto 40 nuove segnalazioni e richieste di aiuto». In sostanza, una richiesta di aiuto ogni due giorni. Un numero da brividi, preoccupante, considerato che si riferisce ad una città, come dicono le numerose inchieste dell’Antimafia, ostaggio dei clan. Un numero che potrebbe peggiorare nei prossimi mesi, dicono i membri di Exodus 94, «per via del rincaro dei costi dell’energia e dei beni di prima necessità». «Un calmiere sociale, una salvezza», per il contrasto alla povertà, è stato in questi anni il reddito di cittadinanza. A Castellammare a beneficiarne attualmente sono circa 2.900 cittadini. Introdotto nel 2019, l’istituto è stato travolto da numerose polemiche soprattutto da parte di una certa politica che ne ha denunciato gli abusi e l’inefficienza nell’introdurre il cittadino nel mondo del lavoro. A mettere pace a questa polemica ci ha provato don Tonino Palmese: «Occorre uscire dal dibattito demagogico, si o no, riguardo al reddito di cittadinanza. Più che domandarsi se abolire o meno il reddito di cittadinanza, bisognerebbe chiedersi come è stato applicato nei paesi civili. In Francia è in vigore da 40 anni e funziona. Per far sì che questo avvenga, il reddito va disciplinato in tutte le sue forme per evitarne gli abusi».

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