Andrea Ripa

L’ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano diviso tra Lega e Forza Italia, la verità di Catapano

Andrea Ripa,  

L’ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano diviso tra Lega e Forza Italia, la verità di Catapano

«Penso al ricorso» e «non partecipo attivamente alla campagna elettorale». Vincenzo Catapano, ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano, costretto a lasciare il Comune a giugno scorso dopo il decreto di scioglimento dell’amministrazioni per infiltrazioni mafiose, prova a far chiarezza – dal suo punto di vista – in merito al fatto che sia stato coinvolto nel coordinamento tra amministratori del Vesuviano per l’organizzazione di manifestazioni per il gruppo di Forza Italia. In una chat whatsapp – denominata “FI per il centrodestra” – si fa riferimento al compito dell’ex sindaco. «Come da accordi con Vincenzo Catapano ho creato il gruppo per coordinarci meglio in vista delle prossime elezioni politiche», scrive un utente del gruppo che ha agitato gli ambienti di destra in provincia. Eppure l’avvocato penalista con la passione per la politica – indicato come promotore del gruppo social dai suoi stessi alleati – sembra prenderne le distanze. «Sono stato invitato in questi giorni a tantissime manifestazioni e sono stato inserito in diverse chat. Inviti a cui darò seguito solo ed esclusivamente da libero cittadino. Ringrazio tutti, ovviamente, e sarò ancora più chiaro. Il mio caro amico Luigi Parente, coordinatore cittadino di Forza Italia, mi ha chiesto di partecipare alla manifestazione che si terrà il 19 Settembre a Terzigno con l’onorevole Tajani. Presenzierò a manifestazioni da libero cittadino», dice. «Voterò per il centrodestra, come a tutti noto, in perfetta armonia con la mia coerente storia politica e con quella della mia famiglia. Mi auguro, con tutto il cuore che vinca il centro destra e che, finalmente, si possa avere un Governo realmente scelto dal popolo». Per l’ex primo cittadino di San Giuseppe Vesuviano l’unico impegno attivo resta quello del ricorso contro lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. «In questo particolare momento, non mi sembra corretto da parte mia partecipare attivamente ad alcuna campagna elettorale. – si legge ancora in un lungo post – Il mio ed il nostro obiettivo è quello di dimostrare che quanto verificatosi il 9 Giugno a San Giuseppe Vesuviano è stata una enorme ingiustizia. Lottiamo per far sì che giustizia e verità trionfino». Poi l’accusa a chi – probabilmente tra i suoi ex oppositori – si sta attivamente impegnando in vista delle Politiche in programma tra qualche settimana. «Non ritengo assolutamente corretto che un amministratore, come già verificatosi poche sere fa, di un Ente colpito da un provvedimento di permeabilità alla criminalità organizzata possa attivamente partecipare ad una campagna elettorale, intervenendo in prima persona e invitando a votare a favore di candidati al Parlamento. Riteniamo che sia doveroso, prima di ogni altra cosa, dimostrare la propria estraneità a determinate assurde ed infondate accuse».

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