Politiche, l’allarme di Paolo Siani: “Camorra sparita dal dibattito elettorale”

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Politiche, l’allarme di Paolo Siani: “Camorra sparita dal dibattito elettorale”

“Il tema della criminalità organizzata è drammaticamente assente dalla campagna elettorale. Come se la mafia non fosse più un’emergenza del Paese. Invece le mafie non solo sono presenti sul territorio, ma anche pronte a impossessarsi delle risorse del Pnrr” l’allarme viene lanciato da Paolo Siani, fratello di Giancarlo cronista ucciso dalla camorra, e parlamentare uscente. «Sono in questo momento ad Ercolano, città importante della Campania, dove ho toccato con mano come qui la camorra abbia perso grazie all’intenso lavoro dell’amministrazione guidata dal Partito democratico che ha messo al centro della sua azione la promozione della cultura, come con la realizzazione del museo Mav. Ho visto i negozianti del No Pizzo. Mentre prima la città era soffocata dalla camorra, oggi invece rinasce e cresce proprio senza la presenza della malavita. Questo è un esempio virtuoso che va raccontato alle altre città del Sud e del Nord» continua ancora il pediatra napoletano. «Per affrontare il distacco dei giovani dalla politica occorre sì parlargli, ma soprattutto ascoltarli di più. E dovrebbe farlo in particolare il Partito democratico che ha molto puntato su di loro con la legge per il voto dei 18enni al Senato, con le liste elettorali aperte alla loro partecipazione e con un programma che punta molto su lavoro, ambiente e transizione ecologica, temi molto cari ai giovani» le parole del pediatra e deputato del Pd, Paolo Siani, candidato per il centrosinistra nel collegio uninominale circoscrizione Campania 1. Il tema della legalità entra prepotente nella campagna elettorale. Ieri l’incontro dei candidati col Garante dei detenuti della Campania. Celle senza un bagno, un educatore ogni 231 detenuti, 69 tentativi di suicidi e 5 suicidi, 12 milioni di euro fermi da cinque anni e destinati alla ristrutturazione di 4-5 padiglioni. Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania ha rivolto un appello a deputati, senatori, canditati, consiglieri regionali ad entrare nel carcere di Poggioreale per riportare al centro del dibattito politico l’emergenza carceri. In diversi hanno accettato, dal Pd al M5S a Italexit. “Hanno risposto ad un appello che stiamo facendo come garanti in tutta Italia per mettere nell’agenda politica il tema delle carceri e della giustizia – ha detto all’uscita Ciambriello, accompagnato anche dai garante di Napoli, Pietro Ioia, e di Caserta Emanuela Belcuore – Il problema, come dice il mio leader papa Francesco, è che nemmeno in questo periodo parlano dei suicidi. Sono rimasti sconvolti delle celle fatiscenti senza bagno, senza niente, dei ritardi, ammessi dallo stesso direttore, sui 12 milioni che ci sono e che dovrebbero servire per ristrutturare almeno quattro padiglioni, del fatto che qui dentro c’è un educatore ogni 231 detenuti, hanno ascoltato storie rispetto a magistrati che non rispondono a lettere da sei mesi. C’è una responsabilità collettiva sul carcere. Abbiamo incontrato persone con problemi psichiatrici, qui ci sono due psichiatri, c’è una legge regionale che dice ogni 500, ce ne dovrebbero essere cinque. Soltanto l’anno scorso in regione Campania 69 tentativi di suicidio e 5 suicidati”. Della delegazione hanno fatto parte Paola Nugnes, coordinatrice della componente ManifestA al Senato; Raffaele Bruno M5S, Paolo Siani del Pd Doriana Sarli e Cinzia Leone di Insieme per il futuro, i consiglieri regionali Diego Venanzoni e Loredana Raia. Presenti anche all’esterno del carcere Dario Vassallo per M5S e Francesco Amodeo, Italexit. Al presidio presenti anche rappresentanti di associazioni che hanno urlato ‘basta suicidi’ e hanno chiesto, tra l’altro, la riapertura di reparti per la cura del cancro.

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