Alberto Dortucci

Corsa al voto a Torre del Greco, Pd sott’accusa: «Impossibile votare chi scredita la città»

Alberto Dortucci,  
L’ex assessore ai lavori pubblici Sannino spiega la scelta di sostenere Forza Italia alla Camera: «Non potevo puntare sul candidato dem, serve qualcuno in grado di difendere il Sud a Roma»

Corsa al voto a Torre del Greco, Pd sott’accusa: «Impossibile votare chi scredita la città»

Torre del Greco, il «patto dei materassai» per Forza Italia. Mele torna a flirtare con gli azzurri, Sannino scarica il Pd

Torre del Greco. «Come cittadino di Torre del Greco e come ex dirigente di un settore-chiave del Comune non potevo sostenere la candidatura di chi ha mortificato un’intera comunità». Non si nasconde dietro un dito Vincenzo Sannino, ex assessore ai lavori pubblici della giunta guidata dal sindaco Giovanni Palomba e storico «simpatizzante» del Pd all’ombra del Vesuvio.

A 48 ore dalla cena elettorale organizzata dal «materassaio» Pasquale Brancaccio per lanciare la volata a Montecitorio del collega Francesco Silvestro – il volto nuovo scelto da Forza Italia in Campania – l’ingegnere con la passione per la politica spiega le ragioni del voltafaccia ai democrat in vista del voto del 25 settembre: «Non sono mai stato iscritto al Pd, mi ritengo un libero pensatore – premette Vincenzo Sannino -. E come tale reputo incomprensibile la decisione di puntare su Sandro Ruotolo, ovvero su chi meno di un anno fa insinuò infiltrazioni camorristiche all’interno del nostro Comune e fece passare il messaggio di una comunità ostaggio dei clan».

Una questione sollevata già a metà agosto dal primo cittadino e ora rilanciata dall’ex assessore ai lavori pubblici per «motivare» il sostegno all’aspirante senatore di Forza Italia: «Ma non è solo una presa di posizione a difesa dell’immagine di Torre del Greco – prosegue Vincenzo Sannino – Credo sia necessario, visti i sondaggi secondo cui il centrodestra sarebbe in netto vantaggio, puntare su uomini del territorio in grado di difendere il Sud all’interno di una coalizione con Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Votare il candidato del Pd, in quest’occasione, rischiava di essere controproducente per la nostra città. Nulla mi vieta, qualora dovessero essere convincenti, di tornare a sostenere le scelte del Pd in occasione delle prossime tornate elettorali».

Come a dire: il voto a Francesco Silvestro e a Forza Italia – a cui si è riavvicinato l’ex leghista Luigi Mele – sarebbe estemporaneo e dettato solo dalla volontà di provare a «salvare» il territorio attraverso la scelta di un aspirante senatore di una coalizione (ritenuta) vincente il prossimo 25 settembre.

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