L’ex ministro Romano in campo con Noi Moderati: «Lavoro per il Sud»

Vincenzo Lamberti,  

L’ex ministro Romano in campo con Noi Moderati: «Lavoro per il Sud»

Ex Ministro dell’Agricoltura, una storia lunga nel centrodestra italiano, punto di riferimento dei Moderati nel Mezzogiorno. Francesco Saverio Romano è uno dei protagonisti di Noi Moderati, l’aggregazione di centro che fa parte della coalizione di centrodestra.

Onorevole Romano, il centrodestra avanza nei sondaggi e la formazione moderata che lo compone potrebbe avere un ruolo decisivo e importante. Lei cosa ne pensa?«Finalmente, dopo tanto tempo, le varie realtà che compongono l’universo centrista e moderato hanno deciso di mettersi insieme nel centrodestra per essere protagonisti non solo nel Mezzogiorno ma anche in tutto il Paese. Gli indicatori dicono che gli elettori apprezzano il centrodestra. E come Moderati abbiamo il compito politico di favorire il dialogo con tutti gli strati della società»

Il centrosinistra, il Pd e Letta in particolare lanciano da settimane l’allarme sulla deriva di destra del nostro Paese: e sul rischio per la Costituzione di avere un Governo a guida Giorgia Meloni. Lei come la vede?«Il centrosinistra sta facendo solo politica contro: noi, fino ad ora, non abbiamo sentito di parlare di programmi, di cose da fare, ma solo di cose contro Giorgia Meloni. A Lettta e al centrosinistra voglio ricordare che il centrodestra è variegato, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati hanno un programma coeso e dicono cosa vogliono fare, con chiarezza, su famiglie, scuole, energia, cosa che a sinistra è difficile dire perché non sono nelle condizioni politiche di avere una posizione comune».

Lei è stato anche, negli scorsi anni, Sottosegretario al Lavoro: quali sono le riforme da fare per mettere al centro dell’azione di Governo l’occupazione?«Il lavoro, l’emergenza occupazione, è un tema centrale e noi riteniamo che debba essere argomento da affrontare subito nei primi atti parlamentari del primo governo. Senza lavoro, ovviamente, un paese non cresce ma intendiamo un lavoro produttivo, quello costruito dalle imprese, lavoro che dà dignità alle persone e affranca l’uomo dal bisogno. Dobbiamo rispondere con forza alle emergenze del Mezzogiorno, dobbiamo assolutamente riprendere la via dello sviluppo economico e superare in fretta il gap del Sud».

A questo punto diventa doveroso chiederle cosa pensa del reddito di cittadinanza e se secondo lei è uno strumento utile per superare le difficoltà delle classi disagiate o si tratta come dice qualche leader politico di un sistema clientelare?«Guardi, noi sul reddito di cittadinanza facciamo una proposta articolata. Con sincerità non crediamo che lo strumento del reddito di cittadinanza vada buttato via ma va strutturato cercando di salvaguardare i casi bisognosi. Dobbiamo puntare su politiche virtuose che consentano alle imprese di usare risorse per formare i disoccupati e assumerli presso proprie aziende. Ultimamente, emerge con preoccupazione, un dato distonico: vi sono aziende che non trovano personale e questo credo non sia possibile in luoghi dove c’è bisogno di lavoro. Parliamo di un corto circuito che va eliminato: il personale va qualificato e accompagnato dentro il mondo del lavori con misure a sostegno delle imprese. Il reddito di cittadinanza, invece, serve ai bisognosi non a chi lo sfrutta per godere di posizioni di privilegio pur potendo lavorare»

L’obiettivo di Noi Moderati è il raggiungimento del 3% per riuscire a portare una rappresentanza in Parlamento. Ritiene che si possa realizzare questo obiettivo?«Il 3% è un obiettivo minimo: speriamo di fare di più. La nostra proposta è sul campo e la presentiamo agli italiani. Purtroppo scontiamo la difficoltà di un simbolo nuovo di un’unione nata in una fase elettorale. Ma siamo consapevoli che gli italiani sono intelligenti e sanno scegliere con oculatezza chi votare e perché?».

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