Il Napoli vince con Raspadori sul filo di lana

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Il Napoli vince con Raspadori sul filo di lana

Gli imprevisti del catenaccio all’italiana. Lo Spezia costruisce davanti alla sua porta un bunker che resiste fino a due minuti dal termine della partita e al Napoli basta un gol di Raspadori sul filo di lana, il primo in campionato per l’ex del Sassuolo, per guadagnare i tre punti. Spalletti aveva avvertito la squadra alla vigilia: lo Spezia non è il Liverpool e infatti al contrario dei vice campioni d’Europa che avevano affrontato gli azzurri a viso aperto, uscendo con le ossa rotte dal Maradona, i liguri fanno le barricate, puntando esclusivamente a non perdere. Al 43′ della ripresa, però, Lozano piazza un passaggio rasoterra da destra che arriva dalla parte opposta fino a Raspadori che insacca con rapidità. Spalletti cambia cinque uomini rispetto alla gara di mercoledì con il Liverpool e fa giocare dal primo minuto Juan Jesus, Mario Rui, Ndombelè, Elmas e Raspadori. Il tecnico del Napoli non rinuncia però a Kvaratskelia ed è proprio il georgiano a rappresentare il pericolo maggiore per i liguri con le sue giocate fantasiose e i suoi dribbling che lo mettono quasi sempre nella condizione di concludere a rete o di servire il pallone a un compagno di squadra meglio piazzato. Il 4-3-3 di partenza si trasforma molto presto per i padroni di casa in un 4-2-3-1 perché Elmas, vista l’inconsistenza dello Spezia nel proporre gioco offensivo, si sposta sulla trequarti del campo alle spalle di Raspadori che rappresenta la punta più avanzata e sulla stessa linea di Politano e Kvaratskhelia. Lo Spezia punta tutto sulla difesa bloccata e infatti il 5-3-2 messo a punto da Gotti limita notevolmente le possibilità del Napoli di produrre pericoli. Holm e Reca, i due esterni che in teoria dovrebbero fungere da centrocampisti aggiunti in realtà non si muovono quasi mai dai paraggi della propria area di rigore e la densità delle maglie spezzine costituisce un vero e proprio muro davanti a Dragowski. Per tutta la partita una lunga serie di conclusioni dei partenopei viene respinta dai difensori avversari nell’area piccola, risparmiando non pochi grattacapi al loro portiere. Il giovane polacco Kiwior in particolare si distingue per la sua capacità di calamitare tutti i palloni che arrivano davanti alla porta di Dragowski per respingerli senza esitazioni. Nel secondo tempo il Napoli è in evidente calo sul piano atletico, probabilmente risentendo delle fatiche di metà settimana. Lo Spezia guadagna campo, pur non rinunciando mai a una interpretazione esclusivamente difensivistica della partita. Il Napoli macina gioco ma riesce a rendersi pericoloso in area avversaria meno spesso di quanto non avvenisse nella prima frazione di gioco. E’ addirittura lo Spezia a sfiorare il gol del vantaggio al 27′ con una conclusione di Kiwior, dopo una incomprensione tra Mario Rui e Meret, con Rrahmani che è costretto affannosamente a ricacciare via il pallone a una spanna dalla linea di porta. Il Napoli continua comunque a insistere e la caparbietà degli uomini di Spalletti viene premiata nel finale. Agli azzurri la soddisfazione di poter mantenere un passo da primato. Per lo Spezia la beffa di aver visto il sogno di portar via un punto dal Maradona infrangersi sul più bello, quando il risultato sembrava essere ormai a portata di mano.

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