Castellammare. Tre palazzi e una chiesa a rischio crollo al Capo Rivo, residenti in rivolta

Tiziano Valle,  

Castellammare. Tre palazzi e una chiesa a rischio crollo al Capo Rivo, residenti in rivolta

Hanno bloccato l’accesso a tutte le strade per ottenere l’intervento degli agenti di polizia municipale e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia. Hanno raccontato delle paure e dei disagi di chi vive nel rione Capo Rivo, nel centro antico. Dicono di non dormire ormai da un mese, perché dal 14 agosto scorso – quando avvenne il primo crollo di un palazzo terremotato – è aumentato il rischio di cedimenti, in tutto il quartiere. E’ andata in scena nella giornata di ieri la protesta dei residenti del rione Capo Rivo, preoccupati per la loro incolumità e stanchi dei disagi a cui sono costretti per via della mancata messa in sicurezza dell’intero quartiere. C’è una parte del palazzo rimasto in piedi che rischia di venire giù, poi ci sono altri due immobili già pericolanti da anni e infine la facciata della chiesa del Seicento che dà proprio sulla strada che mostra una crepa evidente. Il problema è che da quel 14 agosto – secondo quanto raccontano i residenti – di piccoli cedimenti ce ne sono stati parecchi, l’ultimo appena due giorni fa, quando alcune pietre sono piovute in strada danneggiando un’auto in divieto di sosta. Qualche incivile ha rimosso le transenne che erano state posizionate davanti alla chiesa per delimitare l’area e con l’inizio delle scuole la situazione è peggiorata, perché molti ragazzi che raggiungono a piedi gli istituti scolastici della zona passano proprio sotto quegli scheletri di cemento che minacciano di venire giù. «La strada si deve chiudere per la messa in sicurezza, ma non con due transenne sistemate senza senso», dice Benito uno dei residenti del Capo Rivo che ha partecipato alla protesta di ieri mattina. «Bisogna delimitare l’area perbene, evitando che qualcuno possa togliere le transenne e passare – continua – Ma allo stesso tempo è necessario anche dare dei tempi certi per l’esecuzione della messa in sicurezza, perché i disagi che stiamo vivendo per gli spostamenti sono enormi». «Ho 79 anni e lo ricordo bene il terremoto del 1980 – racconta Catello – In quei giorni tutti si affrettarono a dire che ci sarebbe stata una ricostruzione veloce, invece dopo 42 anni siamo ancora qua, senza nemmeno una messa in sicurezza. Se i proprietari di quei palazzi non hanno intenzione di fare i lavori i necessari deve intervenire il Comune, perché la sicurezza dei cittadini è sacra e la responsabilità se dovesse accadere qualcosa è di chi sta a Palazzo Farnese». «Noi residenti del centro antico abbiamo una dignità che è stata calpestata dai politici che ci hanno amministrato negli ultimi 40 anni – accusa Annabella – Questa era una zona nobile, il terremoto e l’incapacità politica l’hanno ridotto in questo stato». Alla protesta per lo stato di degrado in cui versa il rione Capo Rivo si aggiunge anche quella per i disagi: «Lo scuolabus deve passare per via Panoramica per venire a prendere i nostri figli, stessa cosa noi se volessimo accompagnarli a scuola con mezzi propri. Un giro enorme a causa della chiusura a tempo indeterminato della strada. E’ una situazione non tollerabile, ci dicessero quando verranno fatti e completati i lavori», lamentano Elena e Anna, due mamme che attendono proprio l’arrivo dello scuolabus che dovrà accompagnare i loro figli a scuola e si unisco alla protesta. «Da stamattina abbiamo visto passare tanti ragazzini che vanno da soli a scuola, sotto questi palazzi terremotati, abbiamo provato a spiegargli che è pericoloso ma non possiamo vederli tutti e il rischio c’è, per questo abbiamo paura», continuano le mamme «dal primo crollo è trascorso un mese e nessuno si è fatto vivo per capire quale fosse la situazione – concludono – Hanno messo due transenne e così hanno pensato di aver risolto, ma non è giusto. Il commissario venisse qui e gli spieghiamo quali sono i disagi e le ansie con cui siamo costretti a convivere. Lui è un uomo di legge e deve farla valere, se i proprietari non mettono in sicurezza deve intervenire il Comune».

CRONACA