Castellammare. Allarme povertà, triplicate le richieste alla mensa della Caritas

Michele De Feo,  

Castellammare. Allarme povertà, triplicate le richieste alla mensa della Caritas

«Le richieste di aiuto sono aumentate esponenzialmente quest’anno. Affitti, bollette acqua, luce e gas, spesa, farmaci e altre spese sanitarie. La situazione generale è peggiorata rispetto agli anni scorsi». A dirlo è don Domenico Leonetti, direttore della Caritas Diocesana di Sorrento- Castellammare di Stabia. Il 2022 è stato, fino ad ora, la grande menzogna. Presentato come l’anno del rilancio economico si è rilevato in realtà una ghigliottina che ha mozzato i sogni e le speranze dei cittadini stabiesi. I due anni di pandemia si sono fatti sentire fortemente nel tessuto sociale della città: aumento della disoccupazione, innalzamento del tasso di povertà, aumento della dispersione scolastica, incremento di richieste di aiuti alle parrocchie, un numero consistente di attività commerciali fallite, inflazione alle stelle. Tutti numeri e percentuali che tra il 2020 e il 2021 hanno avuto un innalzamento costante e crescente. Il 2022 doveva invertire il trend negativo visto che, grazie al successo, seppur proceduta a rilento, della campagna vaccinale, si erano messi da parte gli incubi di chiusure dovute al contenimento dei contagi Covid. Lo scenario politico è cambiato con la guerra in Ucraina e la speculazione che le grandi multinazionali energetiche hanno praticato facendo arrivare i costi di luce e gas alle stelle. Una situazione catastrofica che incede fortemente sul presente, e farà sentire i suoi effetti nei prossimi tempi, perché ad aumentare non sono state solo le bollette ma i beni di prima necessità: acqua, pane, latte, olio, medicine, carburante. Uno scenario che non ha intimorito gli operatori e i volontari della Caritas Diocesana di Sorrento- Castellammare di Stabia, che non si sono fermati nemmeno in piena pandemia. Anzi, a dire il vero, visto il forte senso cristiano e caritatevole di chi opera in questo settore, ha dato una spinta in più alla voglia di aiutare il prossimo e tamponare il più possibile un’emorragia che riguarda tutta la nazione, visto anche le richieste di aiuto in crescita. Racconta don Domenico: «Ogni giorno serviamo nella nostra mensa circa 65 pasti tra pranzo e cena. Visto che seguiamo le normative Covid cerchiamo di mantenere il distanziamento nella mensa. Per chi non riesce a sedersi serviamo comunque un pasto in un sacchetto da consumare all’esterno della struttura – continua il sacerdote- Caritas non è solo mensa dei poveri e sostentamento, cerchiamo di creare dei percorsi per il reinserimento sociale. Seguiamo chi ha bisogno a 360 gradi anche dal punto di vista sanitario, infatti abbiamo una sala dove un medico visita chi ha bisogno, soprattutto extracomunitari che hanno difficoltà ad entrare nel sistema sanitario, facciamo rete con i servizi sociali e altri enti predisposti all’aiuto». La sede si trova in via San Bartolomeo, nel cuore del Centro Antico di Castellammare, proprio in uno dei quartieri più in difficoltà della città. La struttura dispone di un dormitorio maschile e uno femminile- accessibile solo ad utenti che hanno passato un colloquio e su cui è stato preparato un progetto – una mensa, una lavanderia, uffici per le comunicazioni e le segnalazioni, una sala per incontri con studenti delle superiori per sensibilizzarli alle tematiche geopolitiche e sociali mondiali. Don Domenico ha inoltre fatto un accenno a due tematiche dibattute durante la corrente campagna elettorale: «Ad influire negativamente sul tessuto sociale è stata la rimodulazione delle cifre che le famiglie hanno ricevuto sul reddito di cittadinanza. Il problema non è il reddito ma i centri per l’impiego che non funzionano correttamente – conclude Don Domenico – Inoltre l’immigrazione non si fermerà. Più che rimandare indietro i barconi bisognerebbe pensare a creare dei ponti umanitari, come noi abbiamo fatto a Sorrento con il progetto “Il ponte”».

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