Castellammare. I commissari riaccendono le ruspe: 22 case abusive da abbattere

Tiziano Valle,  

Castellammare. I commissari riaccendono le ruspe: 22 case abusive da abbattere

Rimettere in moto le ruspe e far ripartire la stagione degli abbattimenti a Castellammare di Stabia. E’ questa la missione che i commissari straordinari hanno affidato al nuovo dirigente del settore Urbanistica, Mario Oscurato. Non a caso i due nuovi tecnici assunti dal Comune pochi giorni fa, appena messo piede a Palazzo Farnese, hanno ricevuto l’incarico di occuparsi di demolizioni e abbattimenti. I commissari straordinari vogliono dare un’impronta chiara al loro governo e dare riscontro alla Procura Generale della Corte d’Appello, che già nel febbraio 2018 inviò un primo elenco degli immobili che dovevano essere demoliti, perché oggetto di sentenze d’abbattimento già passate in giudicato da decine di anni. Nella lista prima lista figuravano 17 edifici, tra cui case in via San Benedetto, nel rione Fontanelle, in via Cantieri Metallurgici, nel quartiere Postiglione, e in via Schito, nel rione Annunziatella, oltre che a Ponte Persica, zona al confine tra Castellammare e Pompei. Di questi abbattimenti ne sono stati realizzati solamente alcuni, mentre non è stata nemmeno avviato il lavoro su un secondo elenco che fu inviato alla fine del 2018, sempre dalla Procura Generale della Corte d’Appello. Altre cinque case che dovrebbero essere abbattute e riguardano invece la collina di Varano, dove le ruspe dovrebbero liberare spazi vitali tra villa Arianna, villa San Marco e persino strutture a ridosso di villa del Pastore, la domus mai portata alla luce. Gli abbattimenti, nel tempo, sono stati caldeggiati anche dalla Soprintendenza che punta a lavorare per il rilancio del sito archeologico. Finora in quell’area è stata eseguita una sola demolizione, negli ultimi tre anni. Altre sono in calendario. Per quanto riguarda i nuovi immobili che sono stati segnalati dalla Procura agli uffici di Palazzo Farnese è necessaria una spesa di 336mila euro per completare la demolizione. E in tale ottica, il Comune già nel 2021 chiese di poter accedere a un finanziamento da 168mila euro da parte della Cassa Depositi e Prestiti. Al di là degli abbattimenti avviati con la procedura Resa (Registro Esecuzione Sanzioni Amministrative), l’amministrazione ha previsto nel piano triennale delle opere pubbliche anche le demolizioni di alcuni immobili abbandonati nel centro antico. Si parte da un rudere di Santa Caterina, e si continua con altre strutture terremotate in via Cognulo, via Licerta e Largo De Turris. La scelta di destinare i nuovi funzionari tecnici a queste procedure significa che presto le ruspe potrebbero rimettersi in moto.

CRONACA