Caro-bollette, l’incontro tra i panificatori stabiesi: ipotesi mezze giornate

Tiziano Valle,  

Caro-bollette, l’incontro tra i panificatori stabiesi: ipotesi mezze giornate

Due fornai stabiesi sono stati costretti a tirare giù la saracinesca negli ultimi due mesi, altri rischiano di farlo a breve. Le bollette alle stelle e l’aumento dei costi delle materie prime sta mettendo in crisi chi produce pane, un prodotto che deve avere un prezzo contenuto per convincere la clientela a continuare ad acquistarlo. Domani sera tutti i panifici di Castellammare di Stabia si ritroveranno attorno a un tavolo. C’è da decidere cosa fare nell’immediato per scongiurare nuove chiusure e la convinzione è che nessuno possa pensare di salvarsi a scapito degli altri, perché i problemi sono comuni. Il primo punto all’ordine del giorno è la proposta di una serrata, che arriva sia dalle associazioni nazionali che regionali. La maggioranza dei fornai stabiesi non è d’accordo: stando chiusi, al danno si aggiungerebbe la beffa, perché nei supermercati si continuerebbe a vendere pane, quantomeno quello confezionato. Non sembra percorribile nemmeno l’ipotesi di un nuovo aumento dei prezzi, perché il costo del pane è lievitato molto negli ultimi mesi a Castellammare e un ulteriore rincaro rischierebbe di far perdere clienti, aggravando se possibile la situazione. La potenziale soluzione che comincia a circolare già da qualche giorno in città è quella di una chiusura anticipata delle attività, che si potrebbe attuare solo se tutti i fornai fossero d’accordo. Una decisione definitiva non è stata ancora presa. Per alcuni, la soluzione migliore potrebbe essere quella di fare mezza giornata, almeno fino a quando non si risolverà la crisi energetica che sta facendo schizzare alle stelle i costi di gestione. Chiudere alle 14-14.30 e riaprire il giorno dopo potrebbe consentire di risparmiare e rientrare di parte delle perdite, garantendo comunque un servizio alla propria clientela fino al primo pomeriggio. Ma la fattibilità di questa iniziativa è tutta da verificare, anche perché ci sono tanti panifici nell’area stabiese che lavorano molto anche di pomeriggio, talvolta differenziando anche la produzione rispetto a quella classica del pane. Chi lavora in questo modo sarebbe disposto al massimo ad abbassare la saracinesca alle 19, anticipando di circa un’ora l’orario di chiusura in modo da non perdere troppo sugli incassi. Tutte ipotesi sul tavolo su cui i fornai proveranno a ragionare, cercando di fare fronte comune. Tra le attività commerciali sono proprio i panettieri a soffrire più degli altri i rincari dei costi di gestione, perché si tratta di un lavoro che comincia di notte, mettendo in funzione i macchinari, tenendo sempre accesi frigoriferi e celle, garantendo poi l’illuminazione del punto vendita fino all’orario di chiusura. A questo bisogna aggiungere l’aumento del costo delle materie prime. Trovare una soluzione è una necessità per evitare chiusure e perdite di posti di lavoro.

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