Si ripete il miracolo di San Gennaro. Mons. Battaglia: un patto educativo contro la camorra

Redazione,  

Si ripete il miracolo di San Gennaro. Mons. Battaglia: un patto educativo contro la camorra

A Napoli si è ripetuto il prodigio del ‘miracolo’ di San Gennaro. ‘Il segno del sangue ancora una volta’, sono state le parole con cui l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, ha annunciato ai fedeli riuniti nel Duomo l’avvenuta liquefazione del sangue del Santo Patrono. L’annuncio è stato dato alle ore 9.27. Le parole dell’arcivescovo sono state accolte con un lungo applauso. Il ripetersi del ‘miracolo’ è letto dai fedeli come segno di buon auspicio per Napoli e la Campania. Il miracolo avviene tre volte l’anno: il 19 settembre, giorno di San Gennaro, il sabato che precede la prima domenica di maggio, e il 16 dicembre.

Monsignor Battaglia: necessario un patto educativo contro la camorra

”Gente di Napoli, ogni figlio di questa città ti appartiene ed è per questo che occorre impegnarsi ancor di più nel processo del Patto educativo, ridestando il “noi” in chi si occupa di educazione”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, monsignor Domenico Battaglia, durante l’omelia per le celebrazioni di San Gennaro. L’arcivescovo ha annunciato che ”nel mese di ottobre in alcune zone della città muoveranno i primi passi dei tavoli volti a creare delle reti educative territoriali. Delle reti – ha spiegato – capaci di arrivare prima del sistema camorristico: un sistema che uccide un povero clochard prescelto per essere cavia dell’apprendistato di un ragazzo apprendista killer, un sistema che arruola sempre più minori non imputabili di reato, un sistema che guarda ai giovani non veduti dagli altri come fonte di nuove reclute”. Battaglia ha sottolineato che ”il Patto deve e può prevenire tutto questo attraverso delle reti educattive, con due t, reti in cui tutti dimostrino volontà fattiva di camminare insieme”. Rivolgendosi ai napoletani Battaglia ha affermato: ”Gente di Napoli, magnifica gente della mia terra partenopea, è solo dal sedersi insieme, dalla volontà di essere non solo l’uno accanto all’altro ma l’uno per l’altro che si può cambiare la cultura dell’indifferenza dando vita a una rete educativa a maglie “strette”, dando così speranza al presente e al futuro di questa nostra terra”.

La città ha bisogno di nuova speranza

”Non nascondiamoci la verità: sono tanti in questo periodo storico i motivi per essere preoccupati, le ragioni per cui scoraggiarsi. Dalla guerra alla crisi energetica, da una pandemia globale al male endemico della criminalità locale ma non dimentichiamo neanche che dinanzi alle difficoltà della storia spesso a pagare sono quasi sempre gli ultimi, i poveri, i più piccoli, anche di età. Questa nostra città metropolitana ha bisogno di un sangue vivo, di una nuova linfa d’amore, di una nuova speranza, è questo che oggi il Signore ci chiede e Gennaro ci domanda”.

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