Torre Annunziata, un ostello della gioventù nella villa strappata al boss dei Cesarano

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Torre Annunziata, un ostello della gioventù nella villa strappata al boss dei Cesarano

Torre Annunziata. Era la villa di un boss, oggi invece grazie ad un progetto è stata trasformata in un ostello della gioventù a Torre Annunziata. Una conquista, un esempio, anche se arrivato in ritardo di come i beni confiscati alla camorra vanno gestiti. Strappati alla camorra ma con l’obiettivo di diventare simboli di legalità riutilizzati e rivalutati per il rilancio sociale. L’edificio fu strappato alla camorra nel 2011, in traversa Andolfi civico 31 ed ospitò inoltre la latitanza di Ferdinando Cesarano, feroce boss di Ponte Persica. Villa Cesarano, così come ulteriori 12 immobili, è stata a disposizione del Comune di Torre Annunziata. Poi lo scorso anno l’assegnazione. Una struttura confiscata al boss di camorra Ferdinando Cesarano, recuperata grazie all’affidamento ad una cooperativa sociale che ha aperto l’attività ad aprile 2022 creando l’Albergo della Libera Gioventù.

“Alla camorra va tolto tutto – ha affermato Borrelli – I possedimenti di ogni singolo camorrista vanno confiscati per essere messi a disposizione della comunità e fare del bene, proprio come nel caso dell’Albergo della Libera Gioventù. Grazie al costante lavoro dei membri della cooperativa sociale la villa di un sanguinario boss della malavita è stata trasformata in uno splendido ostello. I miei complimenti più sentiti vanno a tutte le persone che si sono occupate di questo progetto, che incarna perfettamente il senso di queste azioni. Una struttura, quella gestita da Nello Tuorto, recuperata, rimodernata, aperta alla società e anche in grado di produrre economica. Questo è il modello che noi riteniamo debba essere utilizzato. Mai più beni confiscati e poi abbandonati, la rivalutazione dei beni appartenuti alla camorra è fondamentale per il rilancio sociale. Servono procedure snelle in grado di affidare questi beni a strutture capaci che in poco tempo riescano a metterli a frutto”. Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde che ha visitato la struttura.

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