Alberto Dortucci

Raffica di frodi on-line, un’altra mazzata per gli hacker di Torre del Greco

Alberto Dortucci,  
Confermato il sequestro record da 237.000 € a carico dei fratelli Perna. I nuovi «colpi» furono scoperti dopo il patteggiamento a tre anni e mezzo

Raffica di frodi on-line, un’altra mazzata per gli hacker di Torre del Greco

Torre del Greco. Frodi informatiche e truffe bancarie, altra mazzata per i fratelli-hacker di viale Castelluccio. A meno di un anno dal sequestro-record di 237.000 euro e spiccioli ottenuto dalla procura di Napoli, la suprema corte  di cassazione «blinda» il tesoro di Antonio «Tony» Perna e Raffaele Perna, i due cyber-criminali già condannati – attraverso patteggiamento – a tre anni e mezzo di reclusione con l’accusa di avere svuotato i conti correnti di 92 ignare vittime dei raggiri con la tecnica dello «smishing» tramite sms. Secondo gli ermellini della seconda sezione penale – presidente Giovanni Diotallevi – i due pirati della rete dovranno rispondere in solido dei ulteriori colpi contestati alla banda di cui erano leader incontrastati. I 94.700 euro già confiscati a settembre del 2021, dunque, potrebbero non essere il saldo dei debiti accumulati con la giustizia dai due fratelli con il vizietto delle truffe informatiche.

L’ultimo verdetto

La decisione degli ermellini – a cui si era rivolto l’avvocato Antonio Di Martino, impugnando la sentenza con cui il tribunale del Riesame di Napoli aveva confermato il sequestro preventivo a carico dei due fratelli – era arrivata prima dell’estate, ma solo ora sono state rese note le motivazioni della sentenza. «Nel provvedimento impugnato – premettono i magistrati – il tribunale ha dato atto del patteggiamento dei due ricorrenti in relazione ai reati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe informatiche e della contestuale confisca della somma di 94.700 euro, pari al totale dei proventi dei colpi indicati nelle imputazioni». Successivamente alle condanne, tuttavia, emersero dalle indagini ulteriori episodi per un danno complessivo di 237.000 euro. Di qui, il nuovo sequestro preventivo a carico di Antonio «Tony» Perna e Raffaele Perna: un provvedimento impugnato dalla difesa prima davanti al Riesame e poi in cassazione. In entrambi i casi, senza successo. Per gli ermellini «il ricorso è generico e manifestatamente infondato» sebbene le sim delle truffe fossero state ritrovate a casa di un componente della gang e non all’interno dell’abitazione dei due ricorrenti. Condannati non solo alla conferma del sequestro-record, ma anche al pagamento della somma delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.

Le indagini Computer, smartphone e tre sim «incriminate» furono trovate a casa di Aniello Vitiello, cugino dei due fratelli. Risalendo il «filo rosso» dei dati scovati all’interno dei dispositivi, gli investigatori riuscirono  a risalire a ulteriori 99 frodi informatiche messe a segno in tutta Italia. Frodi di cui, secondo i giudici, dovranno rispondere anche i due hacker di viale Castelluccio.

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