Alberto Dortucci

Torre del Greco, giostrine a pagamento in villa comunale: nuove ombre sul Comune

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, giostrine a pagamento in villa comunale: nuove ombre sul Comune
Le giostre a pagamento in villa comunale

Torre del Greco. Altro giro, altra giostra. Rigorosamente privata e a pagamento. A meno di quattro mesi dallo «sfratto» dell’associazione monsignor Michele Sasso, si allungano ulteriori ombre sulla villa comunale intitolata a Salvo d’Acquisto.

Perché all’interno del parco pubblico di Sant’Antonio è nuovamente spuntata dal nulla un’area giochi gestita da privati: accanto alle «tradizionali» giostre per i bambini, ci sono i gonfiabili e qualche divertimento per i «grandi». Tutto a disposizione degli habitué del polmone verde a ridosso del complesso La Salle, previo pagamento di un ticket.

Una circostanza capace di scatenare inevitabili malumori e proteste, sfociate in una «richiesta di chiarimenti» avanzata dall’opposizione di palazzo Baronale al sindaco Giovanni Palomba e all’assessore al verde pubblico Cinzia Mirabella. «Si rileva nuovamente la presenza di giostrai all’interno della villa comunale Salvo d’Acquisto – la premessa del soldato Luigi Caldarola, del casilliano Vittorio Guarino e dell’ex grillino Vincenzo Salerno – Già in passato è stato rilevato come il regolamento comunale del verde pubblico consente l’occupazione degli spazi verdi e comuni solo a determinate condizioni e per un limitato arci temporale. A oggi, non si riscontrano autorizzazioni in merito pubblicate all’albo pretorio».

Di qui, la decisione di chiedere alla parte politica e alla super-dirigente Claudia Sacco – ciascuno per le proprie competenze – tutti «gli atti relativi alla concessione e, qualora mancassero le necessarie autorizzazioni, l’attivazione delle procedure necessarie per il ripristino del corretto utilizzo del parco pubblico».

Non solo: richiesti gli atti di verifica di collaudo delle giostre nonché di regolarità dell’impianto elettrico e dei programmi anti-incendio. «Già una volta sia stati costretti a rilevare la “superficialità” con cui viene gestita la villa comunale di Sant’Antonio – concludono gli esponenti della «minoranza attiva» del Comune -. Nell’interesse dell’incolumità dei cittadini e della massima trasparenza delle procedura, attendiamo tempestivi riscontri».

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