Castellammare. Palazzo a rischio crollo a Scanzano, tre famiglie lo occupavano abusivamente

Tiziano Valle,  

Castellammare. Palazzo a rischio crollo a Scanzano, tre famiglie lo occupavano abusivamente

L’incubo dei crolli agita anche il quartiere Scanzano. In vico Sorrentino a Supportico, una stradina stretta della zona collinare di Castellammare di Stabia, c’è un palazzo distrutto dal terremoto del 1980 che negli anni ha subito diversi cedimenti e adesso rischia di crollare. Un pericolo di non poco conto considerando che in quella zona ci sono tante palazzine, un’attaccata all’altra e la maggior parte abitate, che potrebbero subire non pochi danni dal cedimento strutturale di quell’immobile terremotato. E soprattutto perché proprio quel palazzo oggetto di crolli è occupato abusivamente da tre famiglie, già dal 2016. Persone che secondo quanto si legge in una relazione redatta da un tecnico comunale lo scorso 26 agosto – giorno in cui si verificò l’ennesimo cedimento – vivevano in condizioni igienico-sanitarie precarie. Quelle tre famiglie sono già state sgomberate dal palazzo terremotato di vico Sorrentino a Supportico e l’ordinanza firmata nella giornata di ieri dal commissario straordinario Raffaele Cannizzaro va a rafforzare il divieto assoluto di accesso all’interno dello stabile, che da un momento all’altro potrebbe venire giù, dopo aver fatto già registrare cedimenti di solai e di porzioni del fabbricato. Ma il Comune, come già fatto in casi simili, è andato oltre cercando di inchiodare i proprietari di quella struttura e i loro eredi alla responsabilità di mettere in sicurezza il palazzo terremotato. L’ordinanza firmata dal prefetto Cannizzaro, infatti, intima ai 12 proprietari del palazzo di provvedere entro 30 giorni alla messa in sicurezza di quell’immobile che rischia di crollare, alimentando pericoli anche per il cortile che collega vico Sorrentino al Supportico a via Panoramica. Un mese di tempo, dunque, per realizzare gli interventi necessari a eliminare ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità, altrimenti il Comune prenderà tutti i provvedimenti del caso, cominciando dalle denunce nei confronti dei proprietari inadempienti per finire con i lavori di messa in sicurezza in danno degli stessi. Una situazione purtroppo simile a molti altri edifici terremotati che non sono mai stati recuperati dopo il sisma del 1980. Nelle settimane scorse ha tenuto banco la questione del rione Capo Rivo, dove lo scorso 14 agosto si verificò un pericoloso crollo che distrusse due autovetture parcheggiate lungo la strada. Nei giorni scorsi, dopo numerosi solleciti, sono cominciati i primi interventi di messa in sicurezza in quella zona. Ma nel centro antico – secondo uno studio condotto dall’attuale sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, nel 2009 – sarebbero oltre 90 gli edifici da recuperare, di cui almeno una dozzina a rischio crollo. Un progetto di recupero vero e proprio del quartiere purtroppo non è stato mai avviato e la speranza che ora si possano mettere a frutto i quasi 8 milioni di euro di finanziamenti del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per il centro storico, per avviare un processo virtuoso di riqualificazione del territorio.

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