Noi Moderati, l’impegno di Falanga «Stop alle demolizioni»

Redazione,  

Noi Moderati, l’impegno di Falanga «Stop alle demolizioni»

Ciro Falanga, ex parlamentare, oggi con Noi Moderati è alle ultime battute della sua campagna elettorale.

Si parla molto di Sud in queste ore. Ma la questione meridionale non ritiene sia stata accantonata per troppo tempo?

«Assolutamente sì. Del Sud negli ultimi anni è stata ignorata ogni necessità, anche se è stato istituito un Ministro del Sud, ruolo ricoperto da Mara Carfagna.Ci sarebbero, però, voluti anche effetti concreti perché la gente chiede quelli. Ma come, senza affidare un portafoglio a quel Ministero?»

E allora cosa si deve fare per rilanciare il Sud? 

«Il sud si deve riscattare, ma anche facendo attenzione agli investimenti, attraendo investitori esteri. Anche se tutto questo crea un problema.

Quale, onorevole Falanga?

«Se noi abbiamo un territorio senza piani regolatori adeguati e dove poter allocare aziende le aziende, come pensiamo che gli investitori possano venire. Negli anni, a Torre Annunziata, abbiamo visto tante aziende andare via. Dalmine, Italtubi hanno abbandonato gli operai. Ora abbiamo deciso di puntare tutto sui centri commerciali. Ma se la gente non ha un lavoro è inutile far nascere i centri commerciali. La gente che deve spendere i soldi dove sta?»

Prima parlava dei piani regolatori che non esistono. Questo cosa comporta?

«Questo apre un altro tema centrale che, forse, solo io e Noi Moderati stiamo portando seriamente avanti: quello dell’abusivismo edilizio. Così si comprende anche perchè chi ha costruito abusivamente lo ha fatto anche perché i piani regolatori non sono mai stati adeguati. Immaginare che una zona ormai urbanizzata abbia sempre sulla carta una destinazione d’uso di zona agricola non sta nè in cielo nè in terra».

C’è poi un tema giudiziario, vero?

«Stiamo combattendo una battaglia sulla prescrizione: non quella del reato ma quella delle pene accessorie. La Cassazione ha stabilito che l’ordine di demolizione sia qualigicato come sanzione amministrativa imprescrittibile. E allora il legislatore dovrebbe fare una norma interpretativa e precisare che non ha natura amministrativa, ma penale. Si tratta, con evidenza, di una pena accesoria al reato penale. Se si prescrive il reato, dunque, si prescrive anche la pena accessoria se ha natura penale. Quindi tutti questi abbattimenti non non da farsi perché il reato è prescritto e anche la pena accessoria».

Lei sta combattendo da anni anche su altri temi sempre legati all’abusivismo edilizio?

«Certo. Io ricordo sempre e anche i cittadini dovrebbero farlo che la legge che io presentai per regolamentare questa delicata materia era lì per essere approvata. Oggi, e ne sono felice, sento la Lega parlare di condono  e spero davvero si possa mettere da parte quelle divisioni e lavorare per il futuro comune di un territorio. La Lega, che è una nostra alleata, parla di pace fiscale e dunque sono anche maturi i tempi per parlare anche di una pace edilizia».

Ci sono famiglie che in questi anni stanno vivendo un dramma sociale.

«Questi sono cittadini che da 30 anni sono in conflitto con lo Stato. Parliamo, spesso, di cittadini che non hanno neanche commesso l’abuso che viene loro contestato. C’è chi ha ricevuuto un immobile in eredità, chi lo ha acquistato pensando che fosse tutto sanato. Abbattere delle case significa abbattere l’economia , visot che per ogni casa che distruggiamo dobbiamo mettere in  bilancio 300mila euro. Io non so se sarò eletto ma questa battaglia la farò lo stesso dentro o fuori dal Parlamento».

Sul reddito di cittadinanza che si fa?

«Il Reddito di cittadinanza non si tocca per le famiglie che hanno necessità e vivono in condizione di povertà. Ma vanno fatti controlli rigorosi per limitare al minimo quelle che sono truffe odiose. E poi basta considerarla solo una marchetta dei cinque stelle. Quel provvedimento fu votato da tutti  in Parlamento».

CRONACA