Task force a Pompei, lavoro nero anche nei cantieri pubblici

Giovanna Salvati,  

Task force a Pompei, lavoro nero anche nei cantieri pubblici

Avevano nel loro organico lavoratori senza alcun contratto di lavoro. Sottopagati, nonostante ricevessero come compenso del pubblico appalto migliaia e migliaia di euro. Un vizio e una cattiva abitudine che è stata portata alla luce, dopo diversi mesi di attività investigativa. Una inchiesta meticolosa e certosina dei carabinieri della stazione di Pompei che hanno da tempo, su indicazione del comando generale, acceso i riflettori su una questione delicata, un fenomeno che soprattutto nelle città turistiche come quella pompeiana è un’abitudine consolidata. E così i militari hanno effettuato nel giro degli ultimi mesi decine di controlli. Nel mirino sono finite le attività commerciali ambulanti: sono loro le prime ovviamente a finire sotto i riflettori. E proprio sette avevano personale che veniva utilizzato per la vendita, in particolare di souvenir religiosi e del parco archeologico di Pompei, nonostante non fossero contrattualizati. Lavorano per ore nelle postazioni mobile senza percepire alcun compenso legittimo ma pagati pochi euro. Una situazione che si ripete anche nel settore della ristorazione. In particolare i carabinieri della stazione di Pompei hanno beccato decine di giovani che lavoravano come camerieri o in cucina, alcuni di questi stranieri, senza permesso di soggiorno e senza  ovviamente avere un contratto di lavoro. Ma la vera ciliegina sulla torta nella task force dei carabinieri è stata quella che ha portato alla luce un’altra grana. Il maggior numero di lavoratori a nero vengono utilizzati ed impiegati all’interno delle ditte edili e a Pompei i primi a violare la legge sono state le ditte che avevano un appalto per lavori pubblici. Procediamo con ordine. I fari si sono accesi sulle ditte che avevano ottenuto un incarico da parte del Comune di Pompei per lavori e opere pubbliche. Dal rifacimento della pubblica strada alla realizzazione di opere. I carabinieri hanno effettuato una serie di accessi nei cantieri aperti in città per conto di lavori affidati dal Comune attraverso gare pubbliche e hanno riscontrato l’impiego di decine di dipendenti che non erano regolari. Alcuni erano stranieri, altri invece italiani ma senza essere assunti. Quanto basta per far scattare denunce e sanzioni economiche. Guai che però potrebbero ora compromettere anche l’appalto che la ditta ha ottenuto tramite il Comune. Insomma un vero e proprio scenario inquietante che solo per pochi mesi conta un bilancio di 16 persone denunciate. Spesso impiegare i lavoratori a nero diventa la strada veloce per eludere versamenti di tassema anche per i gli stessi lavoratori di non perdere benefici come ad esempio il reddito di cittadinanza. Escamotage che però i carabinieri sono riusciti a portare a galla e che ora diventano anche un deterrente per i tanti altri. I controlli continueranno anche nelle prossime settimane e sempre in più e diversi settori commerciali. @riproduzione riservata

CRONACA