Monti Lattari, allarme sui sentieri: troppi turisti e cercatori di funghi si perdono, tre soccorsi al giorno

Elena Pontoriero,  

Monti Lattari, allarme sui sentieri: troppi turisti e cercatori di funghi si perdono, tre soccorsi al giorno

Una percentuale allarmante di soccorsi effettuati sui sentieri, destinata a crescere. Un numero impressionante di turisti feriti e cercatori di funghi dispersi. Un bollettino nero quello che è stato redatto dagli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania e che, in effetti, non si è ancora concluso visto la permanenza dei turisti nelle località campane. Boschi che attirano e che, difficilmente monitorati, si trasformano in una trappola e non soltanto per chi si improvvisa esploratore ma anche per gli esperti. Insomma, un problema che resta e che si è triplicato con l’allentamento dei dispositivi anti-covid che ha portato un flusso di visitatori nuovamente ad Agerola, lì dove il Sentiero degli Dei resta l’attrattore principale. Anche nel week-end appena passato i volontari del soccorso sono intervenuti in aiuto di un escursionista infortunato. Si trattava di un uomo australiano che lungo il sentiero ha riportato una contusione ad una caviglia. Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania lo hanno raggiunto e stabilizzato ma, poiché non riusciva a procedere in autonomia, l’uomo è stato messo su una barella e trasportato a spalla fino a Bomerano, dove è stato affidato all’ambulanza 118. Non è trascorso tanto tempo quando, di notte, una studentessa tedesca di 20 anni era rimasta in bilico su un burrone, aggrappandosi a una parete rocciosa in attesa di essere salvata. Dopo essere riuscita a percorrere il sentiero che dal punto denominato Orrido di Pino scende giù ad Amalfi, aveva poi perso l’ultimo bus per risalire ad Agerola, lì dove aveva prenotato la stanza in un b&b, per trascorrere la vacanza. Cercando di percorrere la strada a ritroso ha poi perso l’orientamento, arrivando a pochi centimetri da un precipizio. Una disavventura che, in effetti, pare essere comune ai tanti turisti che, poco accorti, hanno sconfinato e perso il percorso principale, così da perdersi tra la vegetazione e, in molti casi, anche scivolare e ferirsi. Nonostante i pochi uomini e mezzi a disposizione, gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania sono riusciti a prestare aiuto alla vasta platea di vittime della montagna, contando addirittura 3 richieste di soccorso al giorno nel solo mese di agosto. «Ad oggi dei 20 mezzi dislocati sul territorio regionale solo 3-4 risultano efficienti ed operativi a causa della mancanza di manutenzione ed assicurazione, per non contare l’estrema difficoltà a cambiare il materiale di usura e le divise danneggiate – è lo sfogo dei soccorritori, costretti ad operare con pochi mezzi – Questa situazione costringe i volontari ad utilizzare le loro auto personali con la conseguente dilatazione dei tempi di intervento. Nonostante alcune note ufficiali via Pec, inoltrate anche alle Prefetture, ed una interrogazione regionale a firma del consigliere Michele Cammarano nulla si è mosso per risolvere la situazione, e continua un assurdo silenzio da parte della giunta regionale della Campania, su un problema che mette a rischio l’incolumità di tanti frequentatori della montagna, non solo quelli che lo fanno per attività ludica o di svago».

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