Il Movimento Cinque Stelle è il primo partito a Castellammare di Stabia con il 39 per cento. Il centrodestra non paga lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata dell’amministrazione comunale e, pur perdendo, raggiunge il 29 per cento. Il centrosinistra soffre il flop del Partito Democratico, che si ferma al 16 per cento, addirittura 3 punti in meno rispetto al risultato nazionale. E’ questa la fotografia il giorno dopo il voto a Castellammare, dove ha costruito la sua vittoria all’uninominale alla Camera, l’attore Gaetano Amato, staccando di quasi 1.500 voti la candidata del centrodestra Annarita Patriarca. Il Movimento Cinque Stelle non paga le spaccature interne, che dopo l’esclusione dell’ex deputata Teresa Manzo dalle liste, ha visto alcuni attivisti muoversi per fare campagna elettorale – soprattutto attraverso i social – al candidato del centrosinistra Sandro Ruotolo. I 5S, trascinati soprattutto dal reddito di cittadinanza, diventato l’unica risposta alla crisi economica che attanaglia la città, riescono a riportare in Parlamento anche la deputata Carmen Di Lauro. Tra le file del centrodestra, Forza Italia si conferma il primo partito della coalizione (al 13 per cento), trainato dalla consigliera regionale Annarita Patriarca e da un partito locale che è rimasto compatto nonostante l’addio di big locali come Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo. L’exploit è quello di Fratelli d’Italia che sull’onda del risultato nazionale raggiunge un clamoroso 11 per cento, staccando nettamente la Lega stabiese (ferma al 3 per cento), che era concentrata sulla campagna elettorale di Tina Donnarumma nel collegio di Acerra. Il grande sconfitto è il Partito Democratico che presentava in prima linea Sandro Ruotolo, uno dei protagonisti dello scioglimento del consiglio comunale per camorra, e la dirigente dei dem locali Nora Di Nocera. Il Pd paga anche la spaccatura con il Terzo Polo che porta a casa un 5,7 per cento al suo esordio alle elezioni politiche. Lo stesso trend, per tutti i partiti, è confermato anche al Senato, dove ha conquistato un seggio all’uninominale il candidato del M5S, Orfeo Mazzella. Al centrodestra non è bastato fare la voce grossa nei Comuni dei Monti Lattari, superando il 40 per cento a Gragnano, Lettere, Agerola, Pimonte e Sant’Antonio Abate, e sfiorato quasi il 60 per cento a Santa Maria la Carità. Qui il Movimento Cinque Stelle ha retto raggiungendo il 30 per cento di media, grazie anche al crollo del centrosinistra che ha faticato a superare 10 per cento.

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