Vincenzo Lamberti

Il tonfo di Di Maio: dai tavoli di “Nennella” alla sconfitta a Napoli

Vincenzo Lamberti,  

Il tonfo di Di Maio: dai tavoli di “Nennella” alla sconfitta a Napoli

Se è vero che gli italiani sono cattivi soprattutto con chi perde, allora nel caso in questione Luigi Di Maio doveva aspettarselo. Il suo tonfo nel collegio di Fuorigrotta, contro uno dei suoi ex amici, l’ex generale Sergio Costa, stronca un progetto politico raffazzonato, inconcludente e senza respiro.

E, soprattutto nella crudeltà dei social arrivano le immagini dell’attuale ministro degli Esteri che torna a fare lo steward al San Paolo o che vola dalle braccia dei camerieri della trattoria “Nennella” direttamente in un cassonetto dell’immondizia. L’ex capo politico dei Cinque Stelle, autore di una giravolta senza precedenti, è il grande sconfitto insieme al Pd (di cui, guarda caso, era alleato) di quest’ultima tornata elettorale. L’addio ai grillini, la difesa della poltrona di ministro, il partito fondato con Tabacci (non certo un visionario rivoluzionario) l’alleanza con quelli di Bibiano hanno caratterizzato una giravolta che ha portato Di Maio a cercare il coup de theatre. Senza dimenticare una campagna elettorale un po’ sopra le righe, con l’immagine emblematica in cui l’attuale ministro degli Esteri in carica, con una guerra che rischia di trasformarsi in conflitto nucleare, posa per i fotografi mentre viene portato a spalla dai camerieri di una nota trattoria di Napoli, modello “Dirty Dancing”.

Il giorno del risveglio per Di Maio è amaro. L’uomo che disse di aver sconfitto la povertà, viene infilzato proprio dallo strumento che aveva contribuito a creare: il reddito di citttadinanza. “Non ci sono se, ma o scuse da accampare. Abbiamo perso. Gli Italiani non hanno considerato abbastanza maturo e valido il nostro progetto politico. E su questo la nostra comunità dovrà aprire una riflessione” le parole del ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non rieletto. “Negli ultimi abbiamo deciso di metterci in gioco, di proporre agli italiani un progetto politico nuovo, da far conoscere in pochissimo tempo.

Il risultato non è stato quello che ci aspettavamo. Impegno Civico non sarà in Parlamento. Allo stesso modo, non ci sarò neanche io”. Ma, quella che suona per i suoi detrattori quasi come una minaccia è che Di Maio non si arrende: “Si cade, ma si impara anche a rialzarsi. E succederà anche stavolta. Faccio i miei complimenti a Giorgia Meloni e Giuseppe Conte, i due vincitori di queste elezioni. E poi voglio dare un grande abbraccio agli italiani, per il bene che mi hanno dimostrato in questi anni e per quello che li aspetta nei prossimi mesi: siamo una grande democrazia, una grande Nazione, e anche se abbiamo nubi all’orizzonte, insieme ce la faremo”, conclude Di Maio.

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