Castellammare. Finanziavano il clan di Moscarella, chiesti 33 anni di carcere per zio e nipote

Tiziano Valle,  

Castellammare. Finanziavano il clan di Moscarella, chiesti 33 anni di carcere per zio e nipote

Il Terzo Sistema esiste. E’ un clan guidato da Raffaele Polito e Silverio Onorato, che si è radicato nel rione Moscarella di Castellammare di Stabia, con l’ambizione di farsi spazio nel panorama criminale stabiese. I finanziatori di questo gruppo sono stati Luciano Polito, fratello di Raffaele, e suo zio Luigi. E’ questa la tesi che la Procura Antimafia (pm Giuseppe Cimmarotta) ha ribadito nel corso della requisitoria andata in scena nella giornata di ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Todisco. La Procura ha chiesto una condanna a 16 anni e 7 mesi di reclusione per Luciano Polito e di solo 2 mesi in meno per suo zio Luigi. Alla sbarra, assieme a loro, anche Adelina Donnarumma, moglie di un dipendente comunale ora in pensione, accusata di aver fornito droga al gruppo criminale del rione Moscarella. Per lei, la Procura Antimafia ha chiesto una condanna a 4 anni di reclusione. Toccherà al collegio difensivo composto dagli avvocato Francesco Romano, Renato D’Antuono, Mariano Morelli e Andrea Somma, provare adesso a smontare il castello accusatorio. La sentenza è prevista per metà ottobre. Nel corso della requisitoria, l’Antimafia ha confermato in toto le accuse mosse nei confronti di Luciano e Luigi Polito. Una tesi suffragata dalle migliaia di pagine d’intercettazioni finite agli atti dell’inchiesta e anche dai riscontri effettuati sul campo dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia. Più volte i militari sono riusciti a mettere a segno sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti nel quartiere Moscarella e anche di armi da guerra, che erano nella disponibilità dell’organizzazione criminale. A sostegno dell’accusa anche la sentenza di primo grado emessa nei confronti dei presunti capi-promotori del Terzo Sistema (Raffaele Polito e Silverio Onorato hanno incassato una pena di 13 anni a testa) e dei loro pusher, che ha confermato l’esistenza di un clan nel rione della periferia stabiese. A finanziare questo gruppo criminale – secondo l’Antimafia – sarebbero stati Luciano Polito e Luigi Polito, che garantivano i soldi necessari ad acquistare grosse partite di droga da un narcos albanese. In particolare, i carabinieri sono riusciti a documentare un viaggio degli esponenti del Terzo Sistema in Puglia, per recuperare la droga acquistata e portarla nel quartiere Moscarella. Un viaggio che si concluse con il sequestro di un grosso quantitativo di sostanza stupefacente da parte dei militari, che poi riuscirono a ricostruire che quel carico era stato finanziato per larga parte proprio da zio e nipote, Luigi e Luciano Polito. Piccole quantità di droga, tra l’altro, venivano acquistate anche da Adelina Donnarumma, moglie di un ex dipendente del Comune di Castellammare, già finita nei guai in passato per usura e traffico di sostanze stupefacenti. Una donna della periferia nord stabiese, che assieme alle figlie e ai generi, riusciva a garantire la droga al gruppo, quando ne aveva bisogno. Gli investigatori, inoltre, ritengono che parte dei guadagni dei traffici di stupefacenti finanziati da Luciano e Luigi Polito, venissero poi reinvestiti dall’organizzazione criminale per acquistare pistole e fucili, in modo da aumentare la potenza di fuoco, in caso di un conflitto con altri clan del territorio per la gestione degli affari illeciti. ©riproduzione riservata

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