Castellammare. Reddito di cittadinanza: 3.200 domande nel 2022, la finanza indaga sui furbetti

Michele De Feo,  

Castellammare. Reddito di cittadinanza: 3.200 domande nel 2022, la finanza indaga sui furbetti
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Il reddito di cittadinanza ancora sotto la bufera, indagine in corso della Guardia di Finanza sui percettori irregolari a Castellammare di Stabia. Le fiamme gialle stanno conducendo un’inchiesta a tappeto sui furbetti che hanno percepito e che continuano ad incassare il sussidio anti-povertà, nonostante magari non ne hanno i requisiti. Fino a febbraio 2022 – gli ultimi numeri disponibili – a percepire il reddito a Castellammare sono stati circa 1800 nuclei familiari, a fronte di 3200 richieste in corso di accertamento. Tra i beneficiari sono stati 40 i cittadini che sono stati utilizzati a spese del Comune in lavori socialmente utili. Il numero dei nuclei familiari a Castellammare che godono del reddito è tra i più alti della provincia di Napoli, territorio che ha il primato nello stivale sia per quello che riguarda i richiedenti del sussidio sia per i beneficiari. Dall’ultimo osservatorio pubblicato dall’INPS, nel napoletano, sono stati infatti 151mila i nuclei familiari che hanno percepito il reddito di cittadinanza nel mese di agosto, con assegno medio di 664 euro, altre 142mila richieste sono state fatte dal primo gennaio 2022 fino ad agosto (tra queste incluse anche quelle relative alla pensione di cittadinanza). La misura nata per contrastare la povertà ed innalzare il tasso generale dei consumi ha subito diversi abusi da parte di chi non ne aveva diritto ed ha causato un aumento generale del lavoro nero. Per questi motivi negli ultimi giorni di campagna elettorale l’esponente della destra radicale, Giorgia Meloni, fortemente indiziata come prossima premier, ne ha proposto l’abolizione. Un’iniziativa che l’elettorato stabiese e napoletano non ha premiato visto la vittoria schiacciante dei grillini – a Castellammare hanno dato 10 punti di differenza alla destra arrivando al 40 per cento -, sia agli uninominali che ai plurinomali nel collegio Campania 1. Un voto plebiscitario in cui ha inciso la difesa dell’Istituto anti povertà. Dalla parte del reddito si sono schierati i parroci delle parrocchie stabiesi che lo hanno definito un “calmiere sociale” per quei quartieri stabiesi dove regna la povertà e la criminalità organizzata. Don Tonino Palmese, presidente dell’associazione polis, ne ha dato anche un significato di lotta all’illegalità identificandolo come mezzo di contrasto al ricatto economico della camorra, ma ne ha criticato fortemente le deficienze che ne hanno causato l’abuso. In sostanza, le guide spirituali del napoletano premono, visto anche l’aumento generale di richieste di aiuto pervenute alle parrocchie e alla Caritas diocesana Sorrento – Castellammare, per la permanenza legislativa del reddito accompagnato a delle riforme che ne contrastino l’abuso. Intanto alcuni tra i percettori stabiesi del reddito sono stati protagonisti già in passato di indagini che si sono trasformate in accuse di truffa ai danni dello Stato. L’ultima, condotta nel novembre 2021 aveva coinvolto circa 500 beneficiari, tra questi anche esponenti della mala organizzata stabiese, che molto probabilmente utilizzavano il sussidio per riciclare il denaro proveniente da attività illecite, ora finiti sott’inchiesta.

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