Annarita Patriarca in Parlamento: “Difenderemo le istanze del Sud”

vilam,  

Annarita Patriarca in Parlamento: “Difenderemo le istanze del Sud”

«Siamo sempre stati una forza che difende il Sud. In questa legislatura il nostro ruolo sarà ancora più centrale».

Annarita Patriarca, capogruppo regionale di Forza Italia, festeggia la sua elezione alla Camera dei Deputati. Battuta da Gaetano Amato all’uninominale per un pugno di voti, ma vincitrice al plurinominale.

Onorevole Patriarca, si attendeva quest’onda gialla?

«Abbiamo fatto i conti con una legge elettorale particolare. Quel dato dei Cinque Stelle non ce lo aspettavamo con quei numeri soprattutto in provincia di Napoli».

Possibile che solo il reddito di cittadinanza abbia generato questi numeri?

«Sicuramente è merito del Reddito. Ma va fatta una doppia analisi: Il Sole 24 ore ha pubblicato un grafico che spiega la correlazione netta tra la crescita dei 5 stelle e il numero elevati di percettori del reddito in quei territori. Lo avvertivamo in campagna elettorale, anche perché c’era gente che ci diceva “loro ci danno il reddito a fine mese noi li votiamo”. Poi c’è stata anche una campagna di comunicazione eccellente di Conte che ha fatto dimenticare gli sbagli e gli errori e ha valorizzato solo i provvedimenti positivi».

Però sono passati dal 33,4% al 15%.

«Loro sono bravi a cambiare le carte in tavola. Hanno fatto dimenticare a tutti i banchetti a rotelle, giusto per dire. Dico, ad esempio, che se il 65% lo prendeva a Scampia il centrodestra erano voti della camorra. Se invece arrivano i 5s la camorra sparisce da Scampia. Ma c’è un dato oggettivo su cui ragionare. Quel dato è serio e fa pensare».

Forza Italia arrivava al voto con un rinnovamento in atto.

«Ha avuto ragione chi voleva il cambiamento: Berlusconi in primis, e Martusciello. E’ stato un segnale per Forza Italia che è sempre stata un punto di riferimento dell’area moderata del Paese. Del resto le proposte alternative a Forza Italia non sono state così allettanti. Poi, scendendo nel dettaglio, il rinnovamento in Campania risponde a una scelta. Un compromesso non lo avrebbe capito nessuno. Si è data priorità ai territori perché la maggior parte dei candidati sono territoriali: sindaci, consiglieri regionali, comunali. Una ricetta vincente che, nonostante l’onda unga dei 5S ha portato Fi all’11%»

Farete parte di un governo di centrodestra in cui la trazione nordista è evidente. Non è un dato preoccupante?

«La battaglia per il Sud è sempre stata la nostra. Il ministero per il Sud era di Forza Italia con Mara Carfagna a prescindere dalle scelte successive della ministra. La linea di mettere il Sud al centro dell’azione del governo è una battaglia che Fi continuerà. Il consenso al Sud per Fi è sempre stato manifestazione di fiducia dell’elettorato meridionale. Non credo che ci sarà alcun passo indietro rispetto alle legittime istanze del Mezzogiorno. Il Pnrr al 40% arriva così per superare il gap e rispondere alle istanze dell’Europa».

Quale sarà il suo impegno prioritario?

«Anzitutto devo ringraziare il mio collegio, grazie a quella percentuale, il 15,3%, seconda in Italia, scatta la mia elezione al plurinominale. Sarà presente come sono sempre stata perché conosco bene le eccellenze e i disagi di questi territori».

Nel suo collegio spesso ha ricevuto attacchi dal candidato del centrosinistra Sandro Ruotolo. L’ha chiamata per congratularsi per il voto? «Guardi non me l’aspetto nemmeno quella telefonata. Il Pd ha sbagliato approccio, doveva puntare sulla speranza, invece ha parlato di odio e mosso il fango. Questa è la chiave di lettura del centrosinistra in quest’area dove vi sono comuni importanti anche di sinistra. Se avessero parlato dei temi e delle necessità dei territori avremmo raccontato altro. La distanza tra me e Amato è di una manciata di voti, noi di Forza Italia abbiamo contenuto il voto dilagante dei grillini. Senza il crollo della sinistra avremmo scritto un’altra storia».

CRONACA