Pompei, usavano i “chiammisti” per procacciare turisti: multe a tre attività

Giovanna Salvati,  

Pompei, usavano i “chiammisti” per procacciare turisti: multe a tre attività

Pompei. Utilizzavano i “chiammisti”nonostante il divieto e una ordinanza sindacale che ne vietava l’impiego. Quanto basta per far scattare un’ordinanza di sospensione temporanea per tre esercizi commerciali nella città degli scavi.  In campo i carabinieri della stazione di Pompei e il personale del Comune della città mariana. Nel mirino sono finite tre attività: la prima un camping a ridosso degli Scavi, dove puntualmente il personale interno veniva impiegato per catturare i turisti con il cosidetto metodo della “chiamata”. Un uomo all’esterno del camping invitava i turisti a entrare nell’attività e usufruire dei servizi. Insomma un procacciatore di clienti. Stessa cosa accadeva all’esterno di due ristoranti che, come la struttura ricettiva, si trovano nei pressi degli Scavi di Pompei. Per tutti è scattata un’ordinanza, emessa dal Comune di Pompei, che sospende temporaneamente le tre attività.  Un fenomeno, quello dei “chiammisti”, che spesso viene utilizzato in città per procacciare clienti. Un modo non legale e che di fatto danneggia chi magari non utilizza lo stesso metodo e la stessa figura per accapparrarsi clienti. Così la scelta qualche anno fa da parte del Comune e dopo decine di segnalazioni e denunce di stilare una ordinanza, la stessa poi che ieri è stata applicata per le tre attività commerciali. Puntualmente in città non è la prima volta che vengono effettuati controlli simili in sinergia tra il Comune e le forze dell’ordine, ma il fenomeno sembra non fermarsi al contrario continua. Per ora i tre imprenditori saranno costretti a tenere la serranda della loro attività abbassata, un provvedimento che così potrebbe rappresentare un esempio per gli altri, anche se le continue denunce e  i continui interventi delle forze dell’ordine purtroppo dimostrano il contrario. I controlli sono stati svolti nell’arco orario di maggior afflusso di passeggeri nei pressi dei viali d’ingresso, uscita e antistanti i terminal, che hanno consentito di identificare diversi operatori. L’attività di monitoraggio potrebbe continuare anche nelle prossime ore nella città nuova. L’obiettivo è accertare il rispetto delle norme relative all’occupazione di suolo pubblico per l’installazione di tavolini e sedie. Una faccenda “bollente” all’ombra della città degli Scavi e del Santuario. Molti imprenditori impiegano infatti i “chiammisti” proprio per accapparrarsi clienti in un momento anche di particolare crisi. Un metodo però per nulla regolare e che genera peraltro disagi anche alle altre attività oltre che agli altri servizi in città. Tutta colpa di chiammisti, ambulanti, abusivi, guide non specializzate e una serie di disservizi – tra cui la mancanza di infopoint ufficiali per conto del Municipio di Pompei – che alimentano una giungla in città. Una giungla accresciuta dalla crisi economica e dalla corsa tra gli operatori ad accaparrarsi – anche in maniera sleale – il turista di turno che è di passaggio nella città visitata ogni anno da almeno tre milioni di persone. E così i chiammisti diventano il personale ufficiale per conquistare clienti. Una misura che ora potrebbe arrivare anche ad altre attività in zona. @riproduzione riservata

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