Assunto il nipote dell’ex assessore , scoppia la rivolta dei 49 netturbini di Ottaviano

Giovanna Salvati,  

Assunto il nipote dell’ex assessore , scoppia la rivolta dei 49 netturbini di Ottaviano

Doveva essere un giorno di lavoro come gli altri. I dipendenti della Gpn sarebbero stati assorbiti dalla nuova azienda, la Ecoce – ditte che si occupano della gestione dei rifiuti ad Ottaviano – in un passaggio di cantiere già studiato e concordato in presenza dei vertici dell’azienda e i rappresentanti sindacali. Quarantanove nomi finiti nella lista consegnata nelle mani anche del commissario cittadino come rappresentante del Comune, nella quale però spunta un’anomalia che si trasforma in un boomerang che innesca la protesta durata per tutta la mattinata e che ha contribuito a mandare in tilt la raccolta della spazzatura in città. Un dipendente che doveva far parte dell’organico viene messo alla porta e sostituito con un altro che è anche il nipote dell’ex assessore alla nettezza urbana Giorgio Marigliano. Apriti cielo. I dipendenti non digeriscono questo schiaffo: «E’ un bravo padre di famiglia», urlano contro i vertici dell’azienda quando in cielo c’è ancora la luna. Non è ancora spuntata l’alba è in strada è già l’inferno. Sono su tutte le furie e decidono così di farsi sentire bloccando il servizio di raccolta di rifiuti che proprio ieri mattina vedeva il recupero dell’organico. Chiedono chiarimenti ma è tutto inutile. Il dipendente “escluso” è Ferdinando Massa, al suo posto nell’organico della ditta della spazzatura spunta il nome Pasquale Coppola, “sponsorizzato” – secondo le denunce dei lavoratori – dall’ex delegato ai rifiuti della giunta comunale. Le proteste vanno avanti per ore. Sul posto piombano i carabinieri della stazione (coordinati dal maresciallo Agostino Giannettino) e i poliziotti del commissariato di San Giuseppe Vesuviano (coordinati dal dirigente Maria Antonietta Ferrara): sono loro a gestire l’ordine pubblico e provare a calmare gli animi. «Abbiamo fatto un passaggio di cantiere e non si trovava l’elenco dei dipendenti – sostiene Domenico Merolla, rappresentante sindacale – nell’elenco c’erano 49 dipendenti. Tra questi i casi di 4 in attesa di contratto che sono stati estromessi, uno licenziato da tempo è uno invece da poco. Questo perché la società che gestiva prima il servizio, era in accordo, e me ne assumo le responsabilità, con un ex amministratore del Comune di Ottaviano che ha fatto parecchie assunzioni. Ora la società pretendeva di integrare anche un lavoratore che guarda caso è il nipote di Giorgio Marigliano, l’ex assessore all’ambiente». Dopo attimi di tensione e scontri la società ha deciso di reintegrare il dipendente che peraltro era l’unico che compariva nella lista ufficiale. Applausi mentre i camion riprendono la marcia. «Siamo le mogli che ogni giorno sono al fianco di chi si sveglia al mattino per garantire pulizia in città ma che vengono presi in giro da politici, qui si tratta di rispetto delle regole e delle persone », dice chi manifesta all’esteno del cantiere. Nei prossimi giorni un incontro con il commissario cittadino per cercare di capire quali anomalie ci sono in un passaggio di cantiere per una società che dopo nemmeno 24 ore dall’insediamento ha già scatenato gli animi.

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