Alberto Dortucci

Torre del Greco guarda al voto del 2023: FdI in pole, Pd pronto al ritorno e incognita M5S

Alberto Dortucci,  
Le politiche lanciano gli uomini di Meloni: +9% rispetto al 2018. E Borriello esulta

Torre del Greco guarda al voto del 2023: FdI in pole, Pd pronto al ritorno e incognita M5S

Torre del Greco. Una volata lunga dieci mesi e due schieramenti già in fuga: Fratelli d’Italia – forte dell’exploit nazionale capace di proiettare Giorgia Meloni alla guida del governo – e Pd, pronto a trascinare il centrosinistra locale al ritorno a palazzo Baronale. Alle loro spalle, l’incognita rappresentata dal M5S: un vero e proprio «ciclone» quando c’è da fare leva sulle necessità degli elettori, una semplice brezza marina quando viene a mancare la «spinta» del reddito di cittadinanza. Sono – insieme all’astensione-record – i principali «temi» venuti fuori dall’ultima corsa alle urne all’ombra del Vesuvio, destinati a scandire le tappe di avvicinamento al voto per la successione del sindaco Giovanni Palomba in programma la prossima primavera.

Ribaltone centrodestra

Una premessa è d’obbligo: le consultazioni politiche e le elezioni comunali sono due sfide differenti. Ma le «indicazioni» arrivate lo scorso 25 settembre sicuramente peseranno sulle analisi e sulle strategie degli schieramenti già proiettati alla «conquista» del Comune. L’esempio lampante arriva dal centrodestra, dove – rispetto al 2018 – gli equilibri sembrano essere completamente cambiati. Se la Lega conferma la propria difficoltà a «entrare» nelle case degli elettori della quarta città della Campania – l’ultimo risultato attesta i salviniani della città del corallo intorno al 3,20%, un dato in linea con il voto del marzo 2018 con buona pace degli sforzi del segretario cittadino Maria Gabriella Palomba e del «sostegno esterno» dell’ex sindaco Valerio Ciavolino – le politiche del 25 settembre hanno segnato il passaggio di testimone da Forza Italia a Fratelli d’Italia per la leadership nel centrodestra di Torre del Greco. Gli azzurri guidati dal commissario cittadino Dario Colombo – rinforzati per l’occasione dal sindaco Giovanni Palomba e da diversi esponenti della maggioranza, a partire dal politico-ultrà Pasquale Brancaccio e dal pastorello Michele Langella – non hanno sfondato il muro del 10%, restando lontanissimi dal 16,25% toccato nel 2018. Al contrario, i fedelissimi di Giorgia Meloni – capitanati a livello locale dall’ex assessore Salvatore Quirino e dal segretario cittadino Luca Alini – sono letteralmente schizzati dall’anonimo 2,40% di quattro anni fa al «rispettabilissimo» 11,88% della scorsa settimana. Numeri capaci di fare gongolare l’ex sindaco Ciro Borriello, primo sostenitore – ricambiato – del gruppo locale di Fratelli d’Italia. Insomma, numeri alla mano, i big provinciali e regionali saranno chiamati a qualche «riflessione» per assegnare la leadership di coalizione.

Il ritorno del Pd

In una tornata devastante a livello nazionale, il Pd di Torre del Greco ha retto l’urto del M5S e si è addirittura migliorato in termini percentuali. I dem guidati da Salvatore Romano sono passati dall’11,80% del 2018 al 16,28%, capitalizzando la candidatura del consigliere regionale Loredana Raia. Non a caso, l’ex segretaria cittadina dei Ds e Luigi Mennella – candidato a sindaco in pectore – saranno gli «assi» su cui i dem punteranno per restituire al centrosinistra la guida della città.

L’incognita M5S

I grillini hanno conquistato la bellezza del 42,35%, ma sono rimasti lontani dal 57% toccato nel 2018. Un risultato che all’epoca non bastò neanche per arrivare al ballottaggio alle successive comunali: una «lezione» che, stavolta, potrebbe convincere Luigi Gallo & co. a stringere qualche alleanza strategica per non trascorrere da semplici spettatori altri 5 anni a palazzo Baronale.

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