Andrea Ripa

La preghiera di Pompei per la pace: «Dio fermi le guerre»

Andrea Ripa,  

La preghiera di Pompei per la pace: «Dio fermi le guerre»

L’urlo di pace di Pompei arriva da una piazza gremita di persone. Sindaci, forze dell’ordine e tantissimi fedeli arrivati da ogni parte della Campania e non solo per chiedere la grazia alla Vergine. Anche molti stranieri per quello che è un appuntamento-simbolo e che arriva in un anno particolare, dilaniato dai conflitti sul campo di guerra e da quelli diplomatici. Un messaggio di pace dalla piazza che prega per la Regina della Pace. Ieri mattina migliaia di fedeli hanno affollato Pompei per la recita della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario che alle 12 ha riunito in un coro di preghiera le chiese cattoliche di tutta la terra in quella che è stata definita “l’Ora del mondo”. Una supplica per la pace che nel contempo anche Papa Francesco ha citato prima della recita dell’Angelus a San Pietro. Nella sua omelia, interamente impostata sulla necessità di riportare la pace in Ucraina, il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, che ha presieduto la celebrazione sul sagrato, ha sottolineato: «il giusto chiede ragione a Dio dell’iniquità e della violenza del mondo: perché tutto questo, perché il male, perché la guerra?», ha chiesto il Cardinale, «e così noi, oggi, possiamo chiedere: perché questa guerra fratricida in Ucraina? Perché la guerra in Siria e in tanti altri posti? Perché tanta ingiustizia nel mondo, tanta povertà, tanta fame? Perché il rischio di un conflitto atomico? Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti?», ha affermato You Heung-Sik, citando la domanda del profeta Abacuc. «Ecco, “soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede, gli promette il Signore”. Non vediamo forse oggi la stessa prepotenza, la stessa violenza, la stessa ingiustizia? Non stanchiamoci di pregare per la pace, come ci esorta spesso Papa Francesco, per un’economia che non uccide, per un dialogo senza riserve e perché la fraternità non abbia confini. E’ la stessa fede che ha dato forza e linfa vitale all’opera di Bartolo Longo, fondatore del Santuario e delle sue Opere di carità». Un appello alla pace rilanciato anche da Papa Francesco durante la recita dell’Angelus in piazza San Pietro. «Il conflitto è diventato talmente grave, devastante e minaccioso da destare grande preoccupazione. Questa terribile ferita dell’umanità continua a sanguinare, rischiano di allargarsi», ha detto il Pontefice ai fedeli rilanciando l’appello a «cessare il fuoco e a trovare una soluzione». Un messaggio per la pace che unisce Pompei e Roma nel giorno della celebrazione della Madonna del Rosario. E intanto il mese di ottobre a Pompei, quest’anno, sarà interamente dedicato al Giubileo del cammino longhiano, ovvero alla celebrazione del 150° anniversario dell’arrivo di Bartolo Longo a Pompei e l’avvio della sua opera di diffusione del Santo Rosario, la costruzione della Basilica e delle numerose opere di carità che caratterizzano la città mariana. Come ha ricordato Monsignor Tommaso Caputo, che ha citato i «160 bambini e ragazzi accolti nei Centri Diurni», i pasti caldi distribuiti alla Mensa “Papa Francesco”, il servizio docce, barbiere e parrucchiere e i bambini nelle case famiglia provenienti da situazioni difficili e che ora respirano un clima di amore e di generosità.

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