Negozi, impresa e Chiesa: l’incubo dei rincari a Castellammare travolge tutti

Michele De Feo,  

Negozi, impresa e Chiesa: l’incubo dei rincari a Castellammare travolge tutti

Il caro bollette sta mandando in frantumi l’economia nazionale rompendo i suoi delicati equilibri, una bomba ad orologeria che ha innescato la crisi dei consumi. Stipendi fermi, aumenti dei prezzi delle materie prime, calo delle vendite, costi delle utenze luce e gas quadruplicati rispetto al 2021. Sono gli ingredienti perfetti per lo scoppio di una crisi economica senza precedenti. Il rincaro di luce e gas, come un enorme boa, sta stritolando gli imprenditori e le famiglie italiane, inghiottendo chi ha deciso di abbassare le serrande delle proprie attività e le famiglie finite sul lastrico. La crisi energetica è una piovra che con i suoi tentacoli va a toccare e distruggere tutte le branche dell’economia nazionale. La testa è la speculazione che i grandi investitori hanno praticato in borsa dopo lo scoppio del conflitto di Ucraina scommettendo sull’aumento del gas acquistando titoli e rivendendoli ad un prezzo maggiorato. Intanto Eni quest’anno ha avuto un utile di 7 miliardi di euro, un dato su cui Maurizio Crozza, comico italiano, ha ironizzato durante uno dei suoi show: «l’Eni dovrebbe essere un azienda controllata dallo Stato, eppure sembra che accada il contrario: ossia l’Enti controlli lo Stato». Gli ultimi dati Istat sono chiari: l’inflazione ha superato l’8 per cento. Una problematica mondiale che i governi europei stanno cercando di affrontare. In ordine cronologico l’ultimo è il provvedimento del governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez che ha intenzione di applicare un piano per ridurre le imposte a chi ha un reddito sotto i 21mila euro e alle partite Iva, lanciando al contempo una nuova tassa sui patrimoni sopra i 3 milioni di euro. Intanto i grandi e piccoli imprenditori locali sono allo strenuo. «Abbiamo avuto maggiorazioni delle fatture energetiche del 300 per cento. Costi insostenibili», racconta Antonio Del Gaudio, socio unico del colosso Automec, e referente per i concessionari honda di Castellammare e Napoli. «Non abbiamo nessuna intenzione di mandare a casa i nostri dipendenti, sono la nostra famiglia. Il governo Italiano dovrebbe pensare a come acquisire un autonomia energetica nazionale incentivando le imprese ad investire nelle energie rinnovabili. Andrebbe fatto un piano anche per il nucleare e soprattutto sbloccare i gas-dotti. Tutto deve finire al più presto». Sergio Cinque, titolare del pastificio Faella a Gragnano, dovrà pagare più di 9 mila euro di luce e gas: «I costi insostenibili. Abbiamo 10 dipendenti che non licenzierò mai, molti sono giovani e hanno anche famiglia. È aumentato tutto, anche i materiali per le confezioni. La semola di grano duro è raddoppiata, così come tutti i prodotti che utilizziamo per produrre la pasta. – dice – Gli aumenti non sono la soluzione, anzi a lungo andare si rischia un calo delle vendite». «E’ aumentato tutto, anche i prezzi dei vassoi per i dolci sono raddoppiati» – racconta ancora Ciro Vicinanza, titolare della pasticceria “Checca D’oro” – «Pagavamo al mese di materie prime l’anno scorso circa 2500 euro, ora 3700. Le bollette sono triplicate e non sappiamo ancora come affrontare la situazione. Andrebbe organizzata una protesta da parte di tutti commercianti con chiusura alle ore 19». È arrivata la fattura energetica anche alla Chiesa del Carmine: 1600 euro, quadruplicata rispetto al 2021: «E’ il tempo in cui quelli che possono sono invitati ad offrire sostegno a chi è in difficoltà» – ha detto nell’ultima omelia Don Luigi Milano – «Noi ospitiamo una famiglia ucraina, un giovane nigeriano, i senza fissa dimora che vengono a farsi la doccia e a lavarsi e asciugarsi i vestiti; quelli che usufruiscono degli alimenti, altri che non sono in grado di pagare le proprie bollette e i fitti di casa. Tutto questo vogliamo continuare a farlo. Poi è chiaro che chi di dovere ha il compito di trovare soluzioni rispetto alle speculazioni che hanno fatto schizzare i prezzi».

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