Castellammare. Lo “Shoefiti” al rione San Marco: così si segnalano le piazze di spaccio

Tiziano Valle,  

Castellammare. Lo “Shoefiti” al rione San Marco: così si segnalano le piazze di spaccio

Due scarpe legate tra loro, lanciate sui cavi della corrente elettrica e lasciate lì a penzolare. Una pratica denominata shoefiti (“shoe” ovvero scarpa, e “fiti” diminutivo di grafiti), sulla quale in tanti s’interrogano da tempo, in ogni angolo del mondo, ma che a Castellammare di Stabia ha un solo significato: in quella zona si vende droga e le scarpe lasciate sui cavi della corrente elettrica servono per segnalare a chi percorre quella strada che troverà sicuramente qualcuno pronto a dargli indicazioni su come acquistarla. A raccontarlo è il contenuto di alcune informative di polizia, che si sono concentrate sulle “scarpe volanti”, che già da qualche tempo sono ben visibili tra la piazza antistante lo stadio Romeo Menti e piazzetta Bracco, entrambe al rione San Marco. Gli investigatori stanno cercando di risalire a chi ha lanciato le scarpe sui cavi dell’illuminazione pubblica e anche sulla possibile esistenza di una piazza di spaccio, senza scartare l’ipotesi che in realtà quei luoghi vengono utilizzati solo come una sorta di infopoint per indirizzare poi altrove i clienti. La pratica dello shoefiti è nato in America ed è in espansione ormai da anni in tutta Europa. Nella maggior parte dei casi le scarpe volanti si vedono nei quartieri più malfamati, ma per quanto riguarda il loro significato ci sono diverse declinazioni. Lo shoefiti potrebbe indicare, a seconda dei casi, se quella è una zona dove si possono commettere furti oppure bisogna evitare di farlo. Mentre in altre realtà viene accostato alla volontà di bande, perlopiù giovanili, di commemorare un affiliato che è rimasto vittima di un omicidio. A Castellammare di Stabia – secondo fonti investigative – non si tratterebbe di una bravata e tantomeno dello spirito di emulazione che ha animato qualche incivile. Piuttosto è la volontà chiara di lanciare un messaggio ai consumatori di sostanze stupefacenti. A far propendere per questa tesi è un precedente che riguarda proprio la città stabiese. Le prime “scarpe volanti” a Castellammare cominciarono a vedersi nel 2011 nel rione Moscarella, un quartiere che dopo gli arresti di boss e affiliati del clan Omobono-Scarpa e poi dei Cesarano, ha vissuto una sorta di vuoto di potere in ambito criminale. In quel periodo, forse per lanciare un messaggio che le manette non avevano intaccato il core-business dello spaccio di droga in cui erano impegnate diverse famiglie, cominciarono a spuntare scarpe volanti sui fili della corrente elettrica. Dopo qualche anno – stando a quanto raccontano le inchieste dell’Antimafia – proprio nel rione Moscarella è stata accertata l’esistenza di un nuovo clan autonomo, il cosiddetto Terzo Sistema, che faceva affari proprio con il traffico di sostanze stupefacenti. Questo uno dei motivi che spinge gli investigatori a credere che quelle scarpe volanti possano identificare una piazza di spaccio attiva sul territorio. E forse già nel mirino degli stessi 007.

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