Castellammare. Rischio mareggiate in via De Gasperi, il Comune non può autorizzare la costruzione di hotel

Tiziano Valle,  

Castellammare. Rischio mareggiate in via De Gasperi, il Comune non può autorizzare la costruzione di hotel

Senza il completamento dei lavori necessari per proteggere la costa di via De Gasperi dal fenomeno dell’erosione, il Comune non potrà autorizzare nessun intervento per nuove strutture ricettive in quell’area. E’ una sentenza del settima sezione del Tar della Campania a mettere in discussione il destino turistico della periferia a nord di Castellammare di Stabia, almeno nell’immediato, a prescindere da cosa c’è scritto nel Puc (Piano Urbanistico Comunale) ora in fase di adozione, che prevede la possibilità di costruire alberghi o comunque strutture ricettive lungo la costa. Il litorale di via De Gasperi è considerato a rischio idraulico, anzi per dirla come recita il Psec (Piano Stralcio Erosione Costiera), pubblicato sul sito dell’Autorità di Bacino del Distretto dell’Appennino Meridionale, quella fascia costiera è classificata come “R3- Rischio elevato (Edifici esposti a “run-up”)” e pertanto non possono «eseguirsi interventi che comportano aumento del livello di rischio». La vicenda spunta fuori dal ricorso della società Immobiliare Ottone srl, che nel 2020 chiese un permesso a costruire per trasformare un vecchio capannone commerciale in una struttura ricettiva, che avrebbe dovuto ospitare 17 case-vacanza. La società riuscì a ottenere il via libera del Consorzio Asi, l’autorizzazione paesaggistica e il permesso a costruire del Comune, che successivamente – nel 2021 – fece marcia indietro e ritirò il provvedimento. Il dirigente del settore Urbanistica motivò quella decisione sostenendo che con la realizzazione delle case-vacanza, la destinazione non sarebbe stata quella turistico-ricettiva, ma quella residenziale-privata. In realtà, come spiegano i giudici del Tar, il problema principale è che quell’area è sottoposta a vincolo idrogeologico. Di fatto, se anche la società avesse deciso di realizzare un albergo non avrebbe potuto farlo. Un problema di cui – come emerge dalla sentenza della settima sezione del Tar – nemmeno l’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare era a conoscenza, almeno fino alla presentazione di quella domanda. Una tesi che convince poco, a dirla tutta. Il tema dell’erosione della costa di via de Gasperi è stato affrontato per la prima volta nel 2005, quando a seguito di alcune mareggiate si verificarono gravi danni ai fabbricati che sono a ridosso della costa. E nel 2021, a distanza di 16 anni dal primo tavolo tecnico che servì a gettare le basi per un progetto di protezione del litorale stabiese, il Comune è riuscito a ottenere un finanziamento di 3,9 milioni di euro dal Ministero dell’Interno per realizzare «pennelli intermedi, per ridurre l’energia cinetica delle onde». In sostanza si tratterebbe di sistemare scogliere a mare per proteggere il litorale dal fenomeno dell’erosione e allo stesso tempo garantire la sicurezza dei fabbricati che sono su quel tratto di costa. Il problema è che a distanza di 18 mesi da quel finanziamento, nessun passo avanti è stato mosso per realizzare il progetto. E nonostante nel Puc venga scritto che i privati possono realizzare solo alberghi lungo via De Gasperi, il pubblico non fa nulla per metterli nelle condizioni di farlo.

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