Michele Imparato

Colucci, il Cerignola e quella D post Italia ‘90

Michele Imparato,  

Colucci, il Cerignola e quella D post Italia ‘90

Cerignola. Comune in provincia di Foggia. Il più esteso della Puglia, terzo in Italia dopo Roma e Ravenna. Ed è lì che è nato Leonardo Colucci, attuale allenatore della Juve Stabia. Colucci ha iniziato a giocare proprio nel Cerignola poco più che maggiorenne. Oggi pomeriggio c’è Juve Stabia-Cerignola valida come primo turno di coppa Italia. Gira e rigira è la partita del cuore per Leonardo Colucci. La prima stagione da calciatore del tecnico pugliese ha qualcosa in comune proprio con la Juve Stabia. Campionato di Interregionale 1990-91. Il Napoli ha appena vinto il secondo scudetto trascinato da Maradona, Careca, Alemao e Carnevale. La Germania si laurea campione nel mondiale italiano, quello delle notti magiche. I tedeschi battono l’Argentina di Diego nella finale di Roma e quella sconfitta, con l’immagine del pibe in lacrime durante la premiazione, segna il declino del campione argentino. A Castellammare, invece, il post mondiale è segnato dalla nascita della Juve Stabia sulle ceneri della storica Juventus e l’A.C. Stabia, squadra traslocata da Sant’Antonio Abate che gioca al Menti proprio come le Vespe. L’anno prima la Juve e l’Ac Stabia si danno battaglia favorendo la vittoria del campionato al Savoia. La fusione è la scelta più logica e viene fuori una super squadra costruita dal ds Tonino Simonetti. Strino, Capone, De Ponte. Matarese, Ruotolo, Cavaliere. Cantile, Ruffelli, Puntureri, Izzo, Condemi. La formazione diventa quasi una filastrocca che i tifosi stabiesi ripeteranno tutte le domeniche. L’avversario in quel campionato per la promozione è il Cerignola dove gioca Leonardo Colucci. Diciotto anni. All’epoca sarebbe stato un under. Colucci è un giovane centrocampista che nonostante l’età giovanissima gioca tutto il campionato e segna anche quattro gol. C’era anche lui in campo nella partita di andata giocata al Menti gremito da quasi diecimila tifosi. Tanta roba per una partita di Interregionale. Quella partita, scontro al vertice, finisce 1-1 a Castellammare. In campo c’era anche Colucci che in più interviste ha ricordato quella gara. “Ricordo che lo stadio era pieno e su un calcio d’angolo della Juve Stabia sembrava che il terreno si muovesse”. Questo per far capire il calore del tifo stabiese quando si dice il dodicesimo uomo in campo. Leonardo Colucci l’ha scoperto quel pomeriggio di autunno nel 1990. Per la cronaca il campionato lo aveva vinto la Juve Stabia spuntandola sul Cerignola di un paio di punti pur perdendo la gara di ritorno in Puglia per 1-0. Ma non bastò perchè per il regolamento la promozione in C2 bisognava sudarsela con uno spareggio contro una delle altre otto vincitrici dei gironi. Alle Vespe di Santosuosso era toccato il Benevento. Il resto è facile immaginare e scriverlo. La partita di ritorno al Menti resta tutt’oggi il record di presenze allo stadio. Quasi diciottomila stipati ovunque che al 90’ scoppiarono di felicità per la vittoria sugli stregoni. Dopo quel campionato Juve Stabia e Cerignola non si sono mai più beccate e oggi si ritrovano per la coppa Italia di Lega Pro. Una sfida secca in cui sia Colucci che Michele Pazienza daranno spazio a chi ha giocato di meno fino a oggi.

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