Castellammare. Faito, rischio frane: i lavori di messa in sicurezza solo dopo l’inverno

Michele De Feo,  

Castellammare. Faito, rischio frane: i lavori di messa in sicurezza solo dopo l’inverno

«I lavori per la messa in sicurezza del versante del monte Faito inizieranno i primi mesi dell’anno prossimo. Il progetto è stato ultimato ed entro fine anno verrà indetta la gara d’appalto, con i soliti tempi burocratici, i lavori potrebbero iniziare anche per i primi di marzo». È Antonio Malafronte, dirigente della Regione Campania in servizio al Genio Civile, direttore dell’Ente Parco dei Lattari e rup (Responsabile Unico del procedimento) a parlare del progetto per la messa in sicurezza del versante stabiese della montagna, che riguarda anche la manutenzione delle vasche borboniche alte. Una notizia che migliaia di famiglie stabiesi – che convivono con l’incubo frane – stanno aspettando con ansia da troppi inverni. Un allarme che è ritornato a farsi sentire forte da qualche giorno, quando sono iniziate a circolare foto delle vasche borboniche basse situate nei pressi del centro antico di Castellammare. Attualmente si presentano in uno stato di abbandono totale, sono stracolme di rifiuti, detriti e fogliame e ostruiscono il corretto passaggio delle acque piovane che scendono dalle pendici del Monte Faito. Una situazione che è sicuramente peggiorata negli ultimi giorni per via delle incessanti piogge della scorsa settimana. In queste condizioni, in caso di precipitazioni, l’acqua scenderebbe con più forza, aumentando di conseguenza il rischio frane nel centro antico: «Più che affrontare la problematica da un punto di vista progettistico, qui, nelle vasche borboniche basse, va effettuato un lavoro di pulizia e manutenzione – spiega Antonio Malafronte – L’ultimo è stato fatto 2 anni fa. Attualmente la commissione prefettizia di Castellammare ha già fatto una richiesta di fondi alla Regione per avere un finanziamento per effettuare le opere necessarie per la messa in sicurezza delle vasche borboniche basse». Una preoccupazione e un impegno che già l’anno scorso, tramite una dichiarazione rilasciata a Metropolis, Antonio Martone fece presente: «Dobbiamo recuperare i sistemi idraulici naturali di epoca borbonica, sono abbandonati, in parte franati o colmi di materiale che negli anni si sono accumulati. Questo progetto consentirà di garantire un continuo deflusso delle acquee dal monte Faito fino alla strada Panoramica. Mi auguro che contestualmente si possa portare avanti anche un’attività di pulizia e messa in sicurezza delle vasche borboniche a valle». Da allora poco è migliorato, anzi, la situazione generale è addirittura peggiorata dato che, come ha riferito lo stesso dirigente della Regione «il rischio frane è rimasto invariato». A farne le spese di questo comportamento omertoso e trascurante da parte della politica, sono, come al solito, i cittadini stabiesi e soprattutto i residenti del centro antico, che, oltre a dover fare i conti con le evidenti criticità del quartiere, con la camorra e il micro crimine che dilagano e l’aumento generale della povertà causato dall’aumento generale del costo della vita, devono fare attenzione che da un momento all’altro non gli frani il gigante che protegge Castellammare, il monte Faito, sulla testa.

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