Andrea Ripa

Lo scempio nel Sarno, il blitz anti-inquinamento tra Torre Annunziata e Poggiomarino

Andrea Ripa,  

Lo scempio nel Sarno, il blitz anti-inquinamento tra Torre Annunziata e Poggiomarino

L’ennesima inchiesta sull’allarme scarichi illeciti nel fiume Sarno rappresenta l’ennesima testimonianza di quanto le condizioni ambientali di quel corso d’acqua, il più inquinato d’Europa, siano ancora precarie. Le ultime due aziende finite sotto sequestro per opera della procura della Repubblica di Torre Annunziata vanno ad aggiungersi a un lungo elenco di realtà che operano a ridosso del fiume e che negli anni hanno contribuito a trasformarne la natura. Nel mirino del Noe un’azienda conserviera di Poggiomarino – la Felice Conserve – e un cantiere nautico di Torre Annunziata – Porto Salvo – scaricavano reflui industriali in pubblica fognature e alle emissioni in atmosfera senza i permessi necessari. Uno scempio ambientale che si consumava in maniera quotidiana e su cui la procura di Torre Annunziata – dopo i decreti di sequestro preventivo emessi dal gip del tribunale oplontino – ha finalmente acceso i riflettori. I rappresentanti legali delle due attività finiti sotto la lente di ingrandimento della magistratura sono ritenuti responsabili dello scarico abusivo di reflui industriali e delle emissioni in atmosfera senza autorizzazioni, in violazione del testo unico sulle norme ambientali. Dopo le indagini del Noe è scattato lo stop da parte della procura per un provvedimento che si inserisce in una più ampia e articolata inchiesta condotta dai militari dell’Arma e dell’Arpac e che vede impegnate le procure di Avellino, Nocera e Torre Annunziata, competenti per i vari territori che s’affacciano lungo il fiume killer che soltanto ora è al centro di operazioni di bonifica. Secondo quanto accertato dal Noe nell’azienda conserviera di Poggiomarino – dove sono occupati 55 lavoratori – i sopralluoghi effettuati tra maggio e agosto di quest’anno hanno consentito di accertare il superamento dei limiti relativi ai parametri degli scarichi nel Sarno per quanto riguarda i quantitativi di azoto nitroso, escherichia coli e alluminio: sostanze potenzialmente pericolose. Inoltre è stata accertata la presenza di un bypass idraulico tra la vasca di ingresso dei reflui e il pozzetto a lato della taubazione di scarico, non presente nella planimetria. Mentre a Torre Annunziata, nel cantiere nautico Porto Salvo che dà lavoro a 10 persone, i militari hanno accertato che le lavorazioni avvenivano in assenza di permessi per le emissioni in atmosfera, nonché assenza di autorizzazioni allo scarico delle acque di dilavamento dei piazzali contaminate dalle sostanze inquinanti (vernici e olii industriali) che si immettevano direttamente nella rete fognaria senza alcun trattamento depurativo. Attività che venivano svolte in queste condizioni da chissà quanto tempo e a cui soltanto ora è stato messo un freno. Come è stato messo un freno nel corso degli anni a diverse aziende che operano tra Torre Annunziata, Scafati e anche nell’Avellinese, dove sono stati individuati alcuni degli scarichi abusivi capaci di trasformare il Sarno nella fogna più inquinata d’Europa. Ma la battaglia per il risanamento del corso d’acqua è ancora lunga.

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