Il Pd non fa mea culpa e assolve tutti: “Ora un congresso per il rilancio”

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Il Pd non fa mea culpa e assolve tutti: “Ora un congresso per il rilancio”

Chi si aspettava una conferenza stampa del Pd fatta di autocritica, decisioni clamorose e qualche titolone per i giornali, sapeva già che tutto questo non sarebbe accaduto. Ammissione, parziale, della sconfitta, difesa strenua dei gruppi dirigenti, riapertura, coraggiosa, a Di Maio assessore regionale. Il commissario campano Democrat Francesco Boccia, aspetta una settimana dal voto che di fatto relega il Pd a un ruolo di comprimario per riuscire a non dire nulla. Anzi, attacca chi chiede decisioni forti, chi parla di scioglimento. “La sconfitta politica è chiara, non ci sono altre frasi per attenuare il risultato nazionale” esordisce così, forse con una frase pensata e ripensata in questi otto giorni, il commissario del Pd Campania Francesco Boccia in una conferenza stampa nella sede del partito a Napoli. Inizia il lungo elenco di alibi: “È evidente che, se la sconfitta politica è chiara, è chiara anche – ha spiegato – la ragione della sconfitta politica, e cioè il peso, la differenza tra le due coalizioni”. Per Boccia “il centrodestra ha vinto, ma in Campania pesa il 32% dei 2,4 milioni di campani che sono andati a votare”. A chi, come Rosy Bindi, parla di scioglimento del partito, le repliche più feroci: “I militanti meritano rispetto. A chi consiglia lo scioglimento del Pd direi di parlarne con gli iscritti, sono loro ad avere l’ultima parola. Ma dire da qualche salotto – come fanno alcuni opinionisti – a chi dalla mattina alla sera alza la saracinesca di una sede di un partito che è secondo nel Paese, non siete all’altezza, scioglietevi, mi sembra ingiusto e inaccettabile”. Abbiamo perso, ma possiamo dirlo solo noi, il tema sottinteso delle parole di Boccia. “Non accettiamo critiche da opinionisti estranei all’arena politica – ha sottolineato Boccia – e non accettiamo consigli sulle cose da fare nel Pd da chi gestisce partiti padronali. Bisogna avere rispetto – ha aggiunto – per un partito che pur nella sconfitta ha preso il 20%. Chi vuole partecipare al dibattito si iscrive ed entra nell’arena”. Per Boccia il problema non sono i candidati paracadutati, la distanza tra il partito e i suoi elettori. Boccia riesce nel capolavoro politico di difendere Camusso e Franceschini, facendoli quasi passare come leader del territorio: “In tutte le regioni ci sono stati capilista esterni alla regione stessa, Franceschini e Camusso saranno presenti e faranno i senatori della Campania. Si sono assunti questa responsabilità”. Rifondare il partito, tornare nelle periferie, cambiare tutto? No, basta la solita liturgia ammuffita per rivedere l’arcobaleno dopo la tempesta. “I giovani vengano e ci contestino, critichino, a questo servirà un confronto su tesi diverse. Poi si capirà se il profilo che verrà fuori sarà più a sinistra o meno.Subito dopo ci saranno le candidature. L’errore sarebbe se domanimattina consentissimo a questo Palio di Siena partito sulle candidature di produrre cavalli che partono senza sapere dove stiamo andando” dichiara Boccia, responsabile enti locali delPartito democratico. Secondo il quale vanno “votate le tesi e anche le alleanze, perché vorrei evitare che ci siano candidati che dicono che ci si può candidare con tutti. Se potenziali candidati pongono un aut aut, anche il congresso dovrà dire da che parte si sta. Io dico che abbiamo il dovere di tenere dentro tutti, ma il tempo limite è proprio il congresso. Il congresso dovrà sciogliere questi nodi. Io personalmente mi impegnerò a far sì che le tesi che verranno fuori dicano con chiarezza cosa si vuol fare e con chi, mi auguro che il dibattito che verrà fuori possa servire anche ai nostri potenziali alleati”. E’ l’elogio senza tempo dell’autoconservazione, di un potere immutabile che si rigenera mentre fuori il mondo cambia. Così arriva, ovviamente, anche la difesa di De Luca. “”Senza De Luca ed Emiliano noi saremmo all’opposizione in Campania e in Puglia. E senza il Pd saremmo all’opposizione in Campania e in Puglia. Né De Luca né Emiliano sono il Pd, ma questo non deve portare a sottovalutare che se non avessimo messo insieme quella parte di società che evidentemente non si fida abbastanza del Pd, saremmo andati all’opposizione”. Il capolavoro è nel finale: quando arriva anche la difesa, non richiesta di Luigi Di Maio: “Le scissioni sono sempre un errore, fanno male a chi le fa e quando si sta insieme algoverno sono errori che si pagano” dichiara Boccia. Circa la voce – smentita dallo stesso Di Maio – di un ingresso della sua formazione, Impegno Civico, nella giunta regionale campana Boccia si è limitato a dire: “Il presidente De Luca ha sufficiente esperienza nel caso per valutare d’intesa col partito se ci sono i presupposti per un allargamento della maggioranza al movimento di Di Maio”. Chapeau, il Gattopardo è servito.

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