Pestarono una ragazza di Pompei per una vendetta d’amore: due donne di Scafati condannate

Mario Memoli,  

Pestarono una ragazza di Pompei per una vendetta d’amore: due donne di Scafati condannate

Sei mesi di reclusione a testa per madre e figlia che picchiarono la nuova fiamma dell’ex fidanzato della giovane tradita sia dal suo lui che dalla sua amica. La richiesta della Procura era stata di un anno e 6 mesi di reclusione ma il giudice del Tribunale di Torre Annunziata ha concesso una serie di attenuanti generiche per le imputate (assistite dall’avvocato Roberto Acanfora il quale ha annunciato il ricorso in Appello) accusate di percosse e gravi lesioni personali. Tutto era avvenuto dopo che un giovane scafatese aveva rotto  la relazione con la sua ex intraprendendone un’altra con l’amica di lei.  Ex suocera e ragazza “tradita” incontrarono la giovane in strada e la picchiarono selvaggiamente davanti a turisti e residenti nei pressi del Santuario di Pompei.  Entrambe erano finite a processo davanti ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata che hanno proceduto per competenza territoriale essendo il fatto accaduto nella città mariana  con i protagonisti tutti scafatesi. Il giovane scafatese decise di troncare la relazione con l’allora fidanzata attribuendo quella scelta ad una momentanea pausa di riflessione e poi, dopo un allontanamento di qualche mese, al fatto che non l’amasse più. In realtà, secondo la sua ex, dietro quell’addio ci sarebbe stata un’altra donna e mai a pensare che la nuova fiamma fosse stata una sua vecchia amica dalla quale poi il giovane avrebbe avuto anche un bambino. I due non s’incontrarono più e neppure l’amicizia tra le due giovani continuò soprattutto dopo alcuni litigi avvenuti via telefono e social. Tuttavia la storia non finì affatto qui perché quell’affronto appena sarebbe capitata l’occasione doveva essere “vendicato”. E così accadde. Non a Scafati ma  a Pompei e a due passi dal Santuario. Madre e figlia erano appena uscite da un bar quando dall’altro capo  della strada notarono la presenza della giovane che probabilmente era in attesa di qualcuno. L’avvicinarono e dopo averle rivolto contro frasi colorite e ingiuriose non esitarono a schiaffeggiarla e a tirarle i capelli fino a farla cadere violentemente sull’asfalto tra lo sguardo attonito di numerose persone tra residenti, turisti e commercianti. Una delle due l’avrebbe tenuta per evitare che reagisse e l’altra l’avrebbe picchiata selvaggiamente. Poi la lasciarono in strada mentre qualcuno si preoccupò di chiamare i soccorsi per il trasferimento presso una struttura sanitaria. Ai carabinieri la vittima raccontò cosa era accaduto (trascorso incluso) e sia madre che figlia autrici dell’aggressione furono denunciate a piede libero presso la Procura dove è stato poi incardinato il processo per madre e figlia condannate ieri a 6 mesi i reclusione a testa dopo che la Procura torrese nella sua requisitoria aveva chiesto 3 anni di reclusione complessivi.

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