Sequestro dopo gli sfratti, blitz nei box di via Tagliamonte a Torre Annunziata

Giovanna Salvati,  

Sequestro dopo gli sfratti, blitz nei box di via Tagliamonte a Torre Annunziata

Il Comune di Torre Annunziata ha le idee chiare su come gestire i box tugurio di via Tagliamonte. E gli stessi commissari straordinari lo avevano riferito alla stampa qualche mese fa. Detto, fatto. Ieri mattina un blitz congiunto tra i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata e gli agenti del comando di polizia locale coordinati dal comandante Gianluigi Palazzi che hanno fatto irruzione nei box. Perquisizioni e un controllo sull’attuale occupazione di ognuno di quei singoli alloggi. Una patata bollente sulla quale ora i commissari vogliono vederci chiaro anche perchè avevano già puntato il dito contro la cattiva gestione e il cattiva destinazione dei box. L’emergenza casa aveva nel 2015 visto il Comune concedere, con la promessa di uso temporaneo, dei box alle famiglie sfrattate da Palazzo Fienga, l’ex roccaforte dei Gionta,ma dopo sette anni quelle case erano diventate vere e proprie abitazioni, con tanto di abusi edilizi e molti occupati senza alcun titolo. Un abuso nell’abuso. Una questione che per cinque anni l’ex sindaco Ascione ha evitato di affrontare, nonostante in quelle abitazioni abitasse la madre del killer del tenente Marco Pittoni. E proprio ieri mattina in quel box i vigili non hanno trovato nessuno. La donna era destinatario di almeno quattro ordini di sfratto che però non sono mai state concretizzate né dal Comune e dai vigili e né dalle forze dell’ordine. «E’ andata via prima che la cacciassero con la forza» commenta chi è rimasto nei box e che spiega «qui nessuno si è fatto le ville, il Comune ci ha cacciato dalle nostre case e viviamo qua dentro, aspettiamo una casa da sette anni». Molte famiglie hanno infatti fatto richiesta di un alloggio popolare che però non gli è ancora stato consegnato. I vigili e i carabinieri dopo aver perquisito gli immobili hanno proceduto alla chiusura. Sono stati così chiusi e sequestrati i box numero 9, 13 e il numero 18. Chiusi per evitare che altre famiglie possano appropriarsene anche se, come capita spesso, basta poco per fare irruzione e rivederli occupati. Fino a quando infatti il Comune non avrà chiaro l’uso e la destinazione che ne farà quelle abitazioni continueranno a rappresentare tetti per chi un tetto non lo tiene o lo aspetta invano dal Comune, dopo promesse, dopo richieste. Una emergenza che lo stesso commissario prefettizio Caterino aveva definito «assurda visto che il Comune di Torre Annunziata è uno dei comuni con il più alto numero di proprietà immobiliari». Una contraddizione, insomma. Come nella maggior parte delle gestioni disastrose del Comune di Torre Annunziata e dei suoi amministratori. @riproduzione riservata

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