Castellammare, Nello Di Nardo sicuro: “Forza Italia vincerà anche qui”

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Castellammare, Nello Di Nardo sicuro: “Forza Italia vincerà anche qui”

«L’analisi del voto è un fatto semplice per chi sa leggere i numeri. Nel nostro collegio e in Campania il centrodestra è fortissimo e Forza Italia ne rappresenta un pezzo che ha affidato ai suoi parlamentari il ruolo di guida. Ora dobbiamo governare bene questo Paese».

Nello Di Nardo è un politico esperto e navigato. Ex parlamentare, sottosegretario, responsabile regionale della Protezione Civile. Oggi è coordinatore cittadino di Forza Italia a Castellammare. Ma prova sempre ad avere uno sguardo lungo.

Di Nardo, ma alla fine avete vinto voi o hanno perso gli altri?

«Non scherziamo: è tutto merito del centrodestra. Ma, ovviamente, se c’è stata compartecipazione degli altri è un problema loro. Se avessero fatto qualcosa per la città avremmo avuto una risposta diversa. E’ segno che non hanno fatto nulla in tutto il Paese. Noi siamo abituati ad andare avanti per fatti nostri. Se vogliamo pensare ai guai degli altri, è solo perdita di tempo».

Nel vostro collegio hanno candidato il parlamentare che si è battuto per gli scioglimenti dei Comuni di Castellammare e Torre.

«Ed è stato un suicidio politico perché Ruotolo non si è visto proprio. Pensavano di portare in campo uno che doveva attaccare, dire peste e corna di tutto soprattutto del centrodestra, ma evidentemente non aveva nulla da dire e non poteva attaccare in nessun modo».

Però votare con uno scioglimento avvenuto pochi mesi fa non è stato proprio semplice per Forza Italia e per voi.

«Continuo a pensare che quello non sia uno è scioglimento ma un’indagine di polizia giudiziaria che ha portato allo scioglimento.. Di politico non c’è nulla non lo dico io ma tutti. Del resto abbiamo fatto ricorso e sicuramente vinceremo perché nulla delle cose scritte in quegli atti riguarda l’amministrazione comunale, atti o fatti politici non ce ne sono».

La Meloni sta lavorando al suo Governo: ma si intravedono le prime crepe e i primi litigi nell’alleanza.

«Conosciamo Salvini (sorride ndr). Berlusconi, invece, non fa critiche anzi stiamo lavorando con l’intenzione di fare un governo forte. Leggendo le interviste della Meloni e le sue parole nella direzione nazionale (vedi articolo a pagina 3) è eccezionale perché sta parlando del Paese con la consapevolezza che è difficile risolvere tutti i problemi. Ma appare evidente che già sa quello che vuole e fa delle scelte di governo chiare»

La tradizione nordista del futuro governo è un’invenzione della stampa o bisogna preoccuparsi?

«Nel governo ci saremo tutti e si discuterà dei problemi del Sud. Anche io farò una battaglia per questo tema e per la Campania. Abbiamo una regione che deve essere tutelata e salvaguardata sotto tutti gli aspetti. Anche quelli relativi alla fragilità di un territorio stretto tra Vesuvio, Campi Flegrei e altri problemi che abbiamo. Quando ho lasciato la Regione avevamo una struttura con 8500 volontari da preparare. Perché, anche alla luce dei venti di guerra che soffiano dall’Est, è impossibile mandare su un disastro gente non preparata. Anche di quello dobbiamo discutere nel nuovo Governo. Dobbiamo formare giovani e farli lavorare».

Ma oggi c’è il reddito di cittadinanza.

«Il compito della politica è dare lavoro. Nel Sud i Cinque Stelle hanno puntato sul reddito che, continuo a ritenere, non vada eliminato ma rivisto. Io ricordo sempre con piacere quello che abbiamo fatto per i giovani che sono entrati a lavorare in Fincantieri o quelli assunti col Contratto d’Area al Crowne Plaza. Dare lavoro dà sempre più soddisfazione che dare un sussidio».

Questo voto può cambiare il vento anche per le Regionali e le Comunali, anche se manca un po’ di tempo? «Il vento cambierà. A gennaio 2019 il Pd voleva esiliare De Luca dandogli incarichi nazionali e toglierlo dalla Campania. Poi è arrivato il Covid che ha fatto migliaia di morti. Le sue sceneggiate sui social gli hanno dato la possibilità di vincere. Guardate i numeri: i voti del centrodestra stabiese sono tanti. La corsa è ancora aperta».

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