Alberto Dortucci

Torre del Greco, si masturbava in Circum davanti alle ragazzine: condannato a sei anni

Alberto Dortucci,  
Molestie nella stazione di Villa delle Ginestre, palpeggiata una 17enne al seno. La giustificazione: «Sono malato di sesso»

Torre del Greco, si masturbava in Circum davanti alle ragazzine: condannato a sei anni

Torre del Greco. Si masturbava davanti alle ragazzine in attesa del treno alla stazione Circum di villa delle Ginestre e – in un’occasione – provò a baciare e palpeggiò il seno di una diciassettenne: condannato a sei anni di reclusione per atti osceni in luogo pubblico e violenza sessuale. È la stangata decisa dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Torre Annunziata – presidente Francesco Todisco, a latere Emanuela Cozzitorto e Carmela De Simone – per S.D.P., sessantenne della zona di Cappella Bianchini: il verdetto è arrivato al termine di un processo durato tre anni, durante cui sono state ascoltate le vittime del «malato di sesso» e gli agenti del locale commissariato di polizia, pronti a inchiodare il pregiudicato – gravato di plurime condanne per delitti contro il patrimonio e contro la persona, tra cui tentata rapina e lesioni personali – alle proprie responsabilità.

L’orrore in stazione

I fatti risalgono alla primavera del 2018, quando – a cavallo tra il 23 maggio e il 14 giugno – S.D.P. avrebbe avvicinato tre minorenni all’interno della sala d’attesa della stazione Circum di villa delle Ginestre e, tirati giù i pantaloni, si sarebbe masturbato sotto gli occhi delle vittime costrette a scappare via. Fu la denuncia presentata da una diciassettenne agli agenti del locale commissariato di polizia – all’epoca guidata dal primo dirigente Davide Della Cioppa – a scoperchiare il vaso di Pandora degli atti osceni in luogo pubblico commessi dal sessantenne. Attraverso l’acquisizione dei filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza della stazione, gli uomini in divisa riuscirono a identificare il molestatore – un fornitore di vini di un bar della zona – successivamente riconosciuto dalla vittima. Non solo: i successivi approfondimenti investigativi consentirono agli uomini in divisa di risalire a uno scabroso episodio – andato in scena esattamente due anni prima, a maggio del 2016, all’interno della stazione Circum di Leopardi – in cui il sessantenne non si «limitò» alla masturbazione: l’uomo avvicinò una diciassettenne e prima provò a baciarla e poi le palpeggiò con violenza il seno, costringendo la vittima alla fuga.

La battaglia giudiziaria

Inizialmente il pubblico ministero a capo delle indagini avrebbe voluto archiviare la vicenda come «semplici» atti osceni in luogo pubblico. Ma gli approfondimenti investigativi coordinati dall’ispettore Mario Raimo dimostrarono come tutti gli episodi – vista la vicinanza dell’istituto comprensivo Giovan Battista Angioletti e del parco acquatico Valle dell’Orso – fossero stati commessi sotto gli occhi di bambini diretti a scuola o in piscina. Di qui, il successivo rinvio a giudizio a novembre del 2019. Durante il processo il sessantenne – inchiodato dai dvd estrapolati dagli agenti di polizia dall’impianto di videosorveglianza della stazione Circum – aveva giustificato le proprie «colpe» con una fantasiosa auto-diagnosi: «Mi sono masturbato per un senso di esibizione – le parole in aula – perchè a volte stanno delle ragazze che vedevano ciò che facevo e non andavano via… è successo più di una volta, proprio per vedere se questa ragazza continuava a guardare oppure no… cioè era una forma di psicosesso, non so». L’uomo, all’epoca dei fatti sposato e con due figli, avrebbe poi negato le violenze sessuali sulla diciassettenne. Ma la lucida e dettagliata ricostruzione della vittima – confortata dalle indagini condotte dagli agenti di polizia – hanno convinto i giudici del tribunale di Torre Annunziata a condannare S.D.P. a complessivi sei anni di reclusione, cinque per violenza sessuale e uno per atti osceni in luogo pubblico. Ora per il sessantenne – rimasto a piede libero per tutta la durata del processo e «avvistato» in diverse stazioni Circum, in particolare a Pompei – si potrebbero aprire le porte del carcere.

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