Tiziano Valle

L’accusa dell’Antimafia: Imperiale fece arrivare cocaina per 800 milioni di euro a Gioia Tauro

Tiziano Valle,  

L’accusa dell’Antimafia: Imperiale fece arrivare cocaina per 800 milioni di euro a Gioia Tauro

Raffaele Imperiale è riuscito a far arrivare nel porto di Gioia Tauro più di due tonnellate di cocaina, per un valore di circa 800 milioni di euro. E’ questa la tesi della Procura Antimafia di Reggio Calabria, sulla scorta delle indagini condotte dalla guardia di finanza calabrese, che nella giornata di ieri ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al narcotrafficante di Castellammare di Stabia. Imperiale è una delle 36 persone arrestate nell’ambito della maxi-inchiesta sulla Ndrangheta, che si riforniva di stupefacente dal Sudamerica e poteva contare anche su un funzionario dell’Agenzia delle Dogane infedele. Nuove accuse, dunque, per Raffaele Imperiale, già detenuto perché sta scontando una condanna definitiva a cinque anni e quattro mesi di reclusione per traffico di droga. Al trafficante di Castellammare di Stabia vengono contestati contatti diretti con i narcos colombiani. Una rete di rapporti che sarebbe stata costruita durante la sua latitanza dorata a Dubai, dove si era rifugiato per sfuggire a un ordine di cattura emesso dal Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda napoletana. Proprio negli Emirati Arabi, secondo la tesi degli investigatori, il narcotrafficante di Castellammare di Stabia aveva allargato la sua rete di rapporti. Da uomo cardine per il clan degli Amato-Pagano, gli Scissionisti di Scampia, era diventato un broker della cocaina su scala mondiale. Secondo l’Europol e l’Fbi, Imperiale faceva parte di un cartello di narcotrafficanti tra i più potenti al mondo, che vedeva tra le sue fila anche criminali serbi, iraniani, marocchini e venezuelani, capaci di far arrivare dal Sudamerica in Europa grossi carichi di cocaina, comprando i comandanti di navi container e mercantili. Per anni – da punto di riferimento anche della Moccro Mafia attiva in Olanda – avrebbe indirizzato tonnellate di droga verso i porti dei Paesi Bassi. Base logistica da cui poi la cocaina veniva smistata in tutta Europa, utilizzando nella maggior parte dei casi i tir che trasportavano generi alimentari o fiori. Agli inizi degli anni duemila, invece, i traffici passavano soprattutto attraverso i porti della Spagna, dove Imperiale aveva fatto anche investimenti. Negli ultimi tempi, invece, il narcos di Castellammare di Stabia aveva stretto rapporti anche con la Ndrangheta e questo gli consentiva – secondo le accuse mosse dall’Antimafia – di far arrivare tonnellate di cocaina direttamente in Calabria. Una montagna di droga che poi finiva per alimentare le tante piazze di spaccio presenti su tutto il territorio nazionale. Un business da centinaia di milioni di euro, che ha consentito al narcos di fare una vita da nababbo a Dubai, almeno fino all’estate scorsa, quando è stato arrestato e poi estradato in Italia.

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