Castellammare. Via al restauro della chiesa del Seicento al Caporivo

Michele De Feo,  

Castellammare. Via al restauro della chiesa del Seicento al Caporivo

«Abbiamo iniziato i lavori di messa in sicurezza e restauro della chiesa al Capo Rivo. Dureranno circa 30 giorni. Abbiamo provveduto ad avvisare il Comune per liberare il passaggio e favorire la viabilità». È Antonio Ammendola a parlare, il priore della Chiesa del Santissimo Crocifisso, la chiesetta risalente al 1632 a rischio crollo nel Capo Rivo. Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di messa in sicurezza e restauro dell’antica cappella. Un primo sospiro di sollievo per i residenti del rione Capo Rivo, quartiere del centro antico di Castellammare, che nelle settimane scorse hanno organizzato varie forme di protesta pacifica scendendo anche in piazza a protestare per il pericolo crolli. Per ora sono stati rimossi tutti i detriti caduti in piazza e le crepe degli edifici diroccati sono state rafforzate con il cemento. L’inizio, per tutto il quartiere, della fine di un tunnel iniziato la notte del 14 agosto «la notte della tragedia mancata, del miracolo perché solo per il volere di qualcuno dall’alto nessuno ci ha rimesso la pelle», come la ribattezzano i residenti del rione. Quel giorno, alle prime luci dell’alba, una palazzina crollò interamente sulla strada danneggiando due autovetture parcheggiate ai piedi dell’edificio terremotato. Dopo ferragosto la tensione tra i residenti del Capo Rivo cominciò a salire, anche perché nel frattempo era stata chiusa la strada per il pericolo di nuovi cendimenti. Il 26 agosto arrivarono i primi provvedimenti dei commissari, con l’emissione dell’ordinanza di messa in sicurezza diretta al priore della chiesa del Santissimo Crocifisso, e ai 15 eredi di un palazzo confinante a rischio crollo. Per settimane la situazione rimase immutata. Un abbandono che cominciò a far salire la rabbia degli abitanti del rione. Nel frattempo suonarono le prime campanelle delle scuole e iniziarono le prime forti piogge autunnali che portarono ad un nuovo crollo di massi proprio dal costone della chiesa. Un primo segno di cedimento della facciata della chiesetta che mise in allerta e nel panico i residenti, che erano costretti a passare ogni giorno sotto l’edificio pericolante per accompagnare e prelevare i propri figli dai rispettivi istituti scolastici della zona. Il 13 settembre la tensione si trasformò in rabbia sfociata in una protesta pacifica dei residenti scesi in piazza per chiedere una soluzione immediata al problema. Oltre a causare paura e panico per il crollo degli edifici diroccati, l’altro disagio più grande erano quelli legati alla viabilità – la strada che passa sotto la chiesa è fondamentale e nevralgica per il collegamento tra i rioni del Centro Antico e il centro cittadino – costringendo i residenti, che devono parcheggiare le proprie auto nei box privati, a fare il giro per via Panoramica, e al possibile ritardo di interventi di pronto soccorso. Ora le prime luci alla fine del tunnel della paura, dopo l’inizio dei lavori e la riapertura nei prossimi giorni della strada al traffico.

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