Alberto Dortucci

Massacro al luna park di Torre del Greco: i killer di Giovanni vogliono lo sconto

Alberto Dortucci,  
Rito abbreviato per i baby assassini del diciannovenne. A inizio novembre il verdetto per i due 15enni legati al clan Cavalieri-Gallo

Massacro al luna park di Torre del Greco: i killer di Giovanni vogliono lo sconto
A sinistra, Giovanni Guarino

Torre del Greco. I due baby-assassini di Giovanni Guarino – il diciannovenne ucciso a coltellate davanti al luna park allestito a Leopardi in occasione delle ultime festività pasquali – puntano a ridurre al minimo l’eventuale condanna per la feroce aggressione sfociata nel sangue andata in scena all’ombra del Vesuvio la sera dello scorso 10 aprile. A un mese dalla richiesta di giudizio immediato avanzata dalla procura per i minorenni di Napoli, infatti, i due quindicenni legati da vincoli di parentela a esponenti di spicco del clan Cavalieri-Gallo di Torre Annunziata hanno chiesto – attraverso il proprio legale di fiducia, l’avvocato Mauro Porcelli – il rito abbreviato, in modo da ottenere lo sconto di un terzo della pena nel caso in cui venissero riconosciuti come i responsabili della tragedia. Il primo verdetto del gup del tribunale per i minorenni di Napoli è atteso per inizio novembre.

Il cambio di strategia

La scelta di puntare sul rito abbreviato segna un netto cambio di strategia della difesa dei due quindicenni, fino alla scorsa estate fermi nel professare la propria innocenza a dispetto delle prove e delle testimonianze raccolte dagli agenti del locale commissariato di polizia. Come annunciato già a maggio – all’esito del pronunciamento del tribunale del Riesame, pronto a respingere la richiesta di scarcerazione per i due baby assassini – l’attività difensiva non si è mai fermata. Le eventuali risultanze saranno, dunque, inserite all’interno del fascicolo destinato a finire sotto la lente d’ingrandimento del magistrato chiamato a firmare il verdetto di primo grado.

Le carte della procura

D’altronde, il castello accusatorio costruito dalla procura per i minorenni di Napoli si basa su solide indagini: testimonianze e accertamenti raccolti dagli agenti del locale commissariato di polizia già a pochi minuti dalla tragedia, grazie a cui gli uomini in divisa bussarono alle porte delle abitazioni dei due indagati – zio e nipote, a dispetto della manciata di mesi di differenza d’età – successivamente accusati dell’omicidio di Giovanni Guarino e del ferimento di Nunzio Abbruzzese, l’amico del «gigante buono» raggiunto da un fendente a un fianco e sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale Maresca.

Il racconto decisivo

Proprio il racconto dell’amico del diciannovenne massacrato al luna park potrebbe essere decisivo per ricostruire con precisione cosa avvenne a Leopardi. Il sopravvissuto alla furia assassina delle due baby belve di Torre Annunziata – vivo per miracolo, perché le coltellate inferte dagli aggressori non hanno raggiunto organi vitali – non dovrà, vista la scelta del rito abbreviato, testimoniare in aula. Ma le deposizioni messe a verbale durante le indagini potrebbero essere decisive per inchiodare i due baby assassini a caccia di sconti per il brutale omicidio del «gigante buono» di piazza Santa Croce.

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