Castellammare. L’oratorio che toglie i bambini dalla strada: 150 iscrizioni nel centro antico

Michele De Feo,  

Castellammare. L’oratorio che toglie i bambini dalla strada: 150 iscrizioni nel centro antico

Boom di iscrizioni alla Polisportiva del Centro Storico, 150 bambini e ragazzi del Centro Antico impegnati nelle attività sportive dell’oratorio della Cattedrale, che si conferma di essere il punto di riferimento per i giovani residenti del quartiere. I loro educatori, grazie al loro amore e senso di responsabilità, sono diventati una stella polare per centinaia di ragazzi che ogni giorno frequentano la struttura nei pressi di piazza Giovanni XXIII. Un luogo di preghiera ed educativo diventato allo stesso tempo un’oasi del divertimento, perché ormai da 10 anni, in quella che era ormai una zona inutilizzata diventata una discarica a cielo aperto, si tengono gli allenamenti di calcio delle squadre della PCS, dai più grandi ai più piccini. Un’attività che va avanti grazie al senso civico e alla volontà di un gruppo di animatori-volontari, che scelgono di dedicare ogni giorno il loro tempo alla crescita dei loro ragazzi. Una realtà nata grazie al radicamento negli anni in uno dei quartieri più difficili, ma allo stesso tempo più affascinanti, della città. Il rione del Centro Antico è uno dei quartieri con il maggior tasso di povertà a Castellammare, dove la Caritas ed Exodus94, proprio quest’anno, ha registrato un notevole incremento di richieste d’aiuto. Nell’oratorio stabiese i ragazzi trovano un’oasi, un posto sicuro dove poter sentirsi parte di una squadra e vivere l’appartenenza ad un luogo, correndo e dando calci ad un pallone, grazie al tempo dedicato dai loro giovani mister-volontari. «L’oratorio è nato circa 9 anni fa, quando un gruppo di ragazzi e volontari dei Salesiani e si spostò al Centro Antico. Qui trovammo una struttura fatiscente che abbiamo deciso di rivalutare, guidati da don Antonino D’Esposito, il fondatore dell’oratorio», racconta Emanuele Caner, un giovane volontario di 25 anni, che aggiunge «abbiamo disboscato, bonificato e fatto lavori sul terreno. È diventato prima un campetto in terra battuta, poi grazie a diverse donazioni abbiamo messo l’erbetta sintetica, i pali della luce, e le reti. Tutt’oggi la struttura risulta ancora abbandonata, fa male vedere quanti spazi ci sono che si potrebbero riutilizzare». «C’è dello spazio per il bene in qualunque posto», è questo lo slogan dell’oratorio per Emanuele, che spiega «mi piace vedere il campetto come un’oasi nel deserto. Simboleggia che si può fare qualcosa di buono e di bello. Il bene si incastra ovunque, addirittura in un palazzo abbandonato. Non c’è niente di più spettacolare di vedere bambini e ragazzi che si divertono a giocare a calcio». «Il senso di aiutare l’altro è quello che mi muove», racconta Mauro Pinto, un volontario di 24 anni «ciò che mi piace dare ai miei ragazzi è il diritto di divertirsi. Molti di loro, visto il quartiere in cui vivono, non hanno avuto e non hanno le stesse potenzialità dei loro coetanei, ed il nostro compito è anche quello di indirizzarli nella giusta strada e insegnargli il bene. Tu dai tanto a loro, ma questi ragazzi ti restituiscono il doppio: mi fanno divertire, mi fanno ridere, e soprattutto la loro voglia di vivere mi ha insegnato ad affrontare al meglio la mia vita». La PCS è una struttura che ha bisogno di crescere e di nuove energie: «La lista delle cose di cui l’oratorio ha bisogno è lunga, e per donazioni potete rivolgervi ai parroci della Concattedrale e dello Spirito Santo, Don Antonino D’Esposito e Don Salvatore Abagnale, oppure a Suor Lucia – si legge sui social – Ma il sostegno più concreto, più necessario ai ragazzi, é il nostro tempo; stiamo con loro, diventiamo per loro una presenza amorevole e certa, passiamo con loro del tempo, e diventerà il nostro tempo migliore. Vi aspettiamo».

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