Andrea Ripa

Una serie tv su Cutolo, boss sanguinario di Ottaviano: nuovo schiaffo all’anticamorra

Andrea Ripa,  

Una serie tv su Cutolo, boss sanguinario di Ottaviano: nuovo schiaffo all’anticamorra

E’ bastato soltanto l’annuncio a far grondare di sangue vecchie ferite che il tempo e la giustizia non sono mai riuscite a chiudere del tutto. L’idea di una fiction su uno dei personaggi più controversi e spaventosi del panorama criminale italiano, il boss di Ottaviano Raffaele Cutolo, è destinata a spaccare l’opinione pubblica. Uno schiaffo a chi porta le cicatrici nell’anima della violenza di quel sistema criminale. Anche dopo la morte, avvenuta a febbraio dello scorso anno, il capo della Nuova Camorra Organizzata fa discutere. Alla sua storia di boss sanguinario e capace di costringere lo Stato a scendere a patti con la criminalità organizzata sono già stati dedicati un romanzo – a firma del giornalista Joe Marrazzo – da cui poi è stato tratto il film “Il Camorrista”, regista Giuseppe Tornatore e interpretato dall’attore americano Ben Gazzara (morto dieci anni fa). Ed è sulle scene mai andate in onda di quella pellicola che ancora oggi riscuote grande successo che la Titanus finanzierà un fiction tv di 5 puntate. A curarla sarà ancora una volta il regista  premio Oscar con “Nuovo Cinema Paradiso” oltre trent’anni fa. Una serie tv che, alla pari del film, rischia di esaltare nuovamente la figura di un boss sanguinario che ha passato gran parte dei suoi 79 dietro le sbarre delle carceri italiane e che dalla cella in cui è rimasto rinchiuso – negli ultimi anni al regime del carcere duro – ha guidato una delle organizzazioni più grandi e potenti d’Italia. Avrebbe potuto salvare la vita ad Aldo Moro, come ha sempre ribadito lui, anche se nessuno ebbe interesse ad acquisirne informazioni in merito. Ma questo è uno dei tanti segreti che il boss di Ottaviano che sognava di guidare la Nuova Camorra Organizzata seduto su una poltrona al secondo piano del Palazzo Mediceo – oggi simbolo del riscatto dai clan della città – si è portato nella tomba, dopo essere stato isolato dal mondo per volontà dello Stato. L’annuncio a sorpresa  della fiction su Cutolo è arrivato nelle scorse durante la conferenza di presentazione dei nuovi progetti della Titanus. Con le scene mai andate in onda, in realtà, la Titanus aveva pensato di creare uno sceneggiato (all’epoca le fiction si chiamavano così), ma quel progetto non vide mai la luce. A distanza ormai di 36 anni, i produttori avevano pensato che tutto quel girato fosse andato distrutto o perso negli archivi della gloriosa casa cinematografia. Non è così e quelle pellicole saranno riutilizzate. Riaprendo vecchie ferite nel cuore di chi sperava che con la morte di Cutolo venisse chiusa una pagina dolorosa e invece ora rischia di ritrovarsi di nuovo a fare i conti con un boss che può diventare un «idolo». A scagliarsi contro il progetto Annamaria Torre, figlia del sindaco di Pagani che fu ammazzato dalla Nco per non essersi piegato alla macchina criminale messa in piedi da Cutolo. «Il male vende di più» – dice la paladina della legalità – «A Tornatore direi di conoscere anche il mondo delle vittime innocenti della sua camorra. Il cinema dia voce agli eroi come mio padre e come Giuseppe Salvia affinché su di loro non cada l’oblio della morte».

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