Castellammare. Case popolari occupate da abusivi, 71 famiglie a rischio sgombero

Tiziano Valle,  

Castellammare. Case popolari occupate da abusivi, 71 famiglie a rischio sgombero

Entro il 30 novembre la commissione comunale dovrà trasmettere alla Regione Campania la relazione definitiva sulle domande di sanatoria presentate dalle famiglie che occupano abusivamente gli alloggi popolari a Castellammare di Stabia. Sono 71 le istanze arrivate a Palazzo Farnese, di cui 50 valide, 11 carenti di documentazione, 8 oltre presentate oltre i termini e 2 riferite ad alloggi che non fanno parte del patrimonio immobiliare comunale. La commissione dovrà ora valutare chi potrà sanare la propria posizione e chi invece dovrà lasciare l’alloggio occupato abusivamente. Si tratta della fase finale di un lungo iter avviato nel 2018, su proposta dell’ex assessore comunale Stefania Amato e portato avanti dal dirigente Antonio Verdoliva, per cercare di ripristinare la legalità in una vicenda che per decenni è stata ignorata. Il censimento degli alloggi popolari comincia appunto nel 2018. Secondo i calcoli del Comune su 304 alloggi di proprietà di Palazzo Farnese, almeno 125 sono stati occupati abusivamente nel corso degli anni. E a questi bisogna aggiungere quelli delle palazzine Iacp. Su questa base si comincia a lavorare nel 2019 con sopralluoghi e verifiche sui documenti in possesso dell’Ente, ma l’emergenza pandemica impone un rinvio di un anno dell’avviso pubblico che viene pubblicato solo nel 2021. Alla scadenza del termine rispetto ai 125 alloggi occupati abusivamente, solo 71 famiglie presentano richiesta di sanatoria. Il Comune inizialmente ne scarta 21, arrivate fuori tempo massimo o per la mancata presentazione di alcuni documenti. Ma alla fine vengono tutte ripescate. Restano fuori, alla fine, le 44 famiglie che non hanno chiesto la sanatoria. E sono proprio quelle che adesso dovranno lasciare le abitazioni che occupano senza alcun titolo. Subito dopo l’inverno dovrebbero partire le prime diffide, per concedere agli abusivi un termine entro il quale lasciare l’abitazione occupata abusivamente in modo bonario. Se qualcuno dovesse fare resistenza si procederà con l’intervento delle forze dell’ordine, per eseguire gli sgomberi. Tra le famiglie che dovranno lasciare gli alloggi popolari ce ne sono anche alcune di boss e ras dello spaccio nel quartiere Savorito e di camorristi del rione dell’Acqua della Madonna. Il 2023 dovrebbe essere l’anno decisivo per procedere a ripristinare la legalità e sgomberare chi ha occupato abusivamente un alloggio popolare, anche perché dopo due anni di commissariamento anti-camorra al Comune sarebbe un paradosso lasciare la patata bollente a chi verrà dopo ad amministrare una città, di fatto da ricostruire.

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