Castellammare. Dal 6 novembre mensa dei poveri ogni domenica alla Chiesa del Carmine

Michele De Feo,  

Castellammare. Dal 6 novembre mensa dei poveri ogni domenica alla Chiesa del Carmine

Crisi economica ed aumento dei prezzi dei beni primari accostato con il caro bollette hanno aumentato il numero dei poveri e di richieste d’aiuto alle parrocchie stabiesi. La risposta puntuale alle esigenze dei meno fortunati residenti a Castellammare è arrivata dalla parrocchia del Carmine con l’istituzione dal 6 novembre del pranzo solidale, che si svolgerà ogni domenica presso i locali della cucina solidale don Aniello Dello Ioio. «La situazione delle persone fragili che abitano il nostro territorio è sempre più drammatica – spiega Don Luigi Milano, prete della Chiesa del Carmine – Ci sono troppe solitudini che mettono a rischio il rispetto della dignità umana. La nostra Comunità parrocchiale, insieme al servizio della Caritas diocesana e a quello che tutte le parrocchie cittadine garantiscono a favore dei più deboli, ha deciso di coinvolgersi ancora più radicalmente attraverso il servizio del Pranzo solidale, che sarà offerto ogni domenica a partire dal 6 novembre prossimo. Non vuole essere semplicisticamente l’offerta di un piatto caldo da consumare a tavola, ma un’esperienza di fraternità che valorizza la convivialità per condividersi, stringere relazioni, scaldarsi reciprocamente il cuore, arricchirsi della propria umanità». Un progetto che sarà reso possibile soprattutto grazie all’ingresso di nuovi volontari: «Iniziamo un servizio tanto atteso, quanto necessario – si legge sui social – Chiediamo partecipazione, sostegno, coinvolgimento. Si tratta di offrire disponibilità passando in parrocchia perché possiamo stendere un calendario in maniera tale che ogni domenica le persone più fragili possano sentirsi accolte e sperimentare tutti insieme la gioia della convivialità». Un’iniziativa che si affianca a quello della cucina solidale e dello spogliatoio e lavanderia per i clochard, partito nel 2020: «L’analisi di questa realtà ha indotto me e i laici con cui collaboro ad elaborare un progetto, quello di una cucina solidale con spogliatoi per clochard. La cucina solidale e cioè l’allestimento di una struttura nella quale poter svolgere corsi di formazione alla cucina professionale da parte di giovani guidati da chef e docenti di istituti turistici- alberghieri e al contempo offrire il prodotto dell’attività formativa a persone senza fissa dimora, famiglie in stato di bisogno che potrebbero accedere ad un servizio mensa. La cucina solidale vuole essere anche un modo per fare della convivialità una dimensione attraverso la quale far crescere la comunità coinvolgendo in essa persone sole, giovani che nell’attività di servizio concreto possano essere aiutati a scoprire il sento autentico della vita».

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