Catello morto in scooter a 16 anni a Gragnano, inchiesta anche sui ritardi per i soccorsi

Tiziano Valle,  

Catello morto in scooter a 16 anni a Gragnano, inchiesta anche sui ritardi per i soccorsi

Un scooter fermo sull’asfalto, un’auto danneggiata e un ragazzo, di appena 16 anni, disteso a terra, sanguinante, che soffre, non riesce a parlare e fatica persino a respirare. Il tempo a Gragnano si ferma per 40 minuti, la paura che il cuore di quel giovane di Castellammare – Catello Longobardi – possa smettere di battere da un momento all’altro è un incubo che accompagna chi è di passaggio lungo la statale agerolina. Le sue condizioni sembrano peggiorare ogni secondo che passa. Quando in lontananza si cominciano a sentire le sirene dell’ambulanza, si riaccende per un attimo la speranza che possa avvenire un miracolo. Che quel ragazzo, affidato alle cure dei medici, possa farcela. Non è così, purtroppo. La corsa sfrenata verso il pronto soccorso del San Leonardo si rivela vana. Catello muore appena varca l’ingresso dell’ospedale. Aveva solo 16 anni, ne avrebbe compiuti 17 a dicembre. Una vita spezzata troppo presto a causa di un incidente stradale. L’ennesimo in una terra dove si corre troppo, le misure di sicurezza sono viste quasi come un optional e pochi sono i controlli che potrebbero quantomeno rappresentare un deterrente per chi non rispetta il codice della strada. Catello Longobardi, studente dell’Iti Renato Elia di Castellammare, viveva insieme ai suoi genitori in via Schito. Una famiglia molto stimata della periferia stabiese, che gestisce da anni un’agenzia assicurativa nel rione Annunziatella. Ieri pomeriggio, forse dopo aver accompagnato un’amica a casa, a Gragnano, stava facendo ritorno a Castellammare. Sono le 15 e il suo viaggio finisce lungo la statale Agerolina, la strada che collega i Comuni dei Monti Lattari, all’altezza delle palazzine popolari di Sigliano. Una strada pericolosa, più volte teatro d’incidenti gravi. Lo scooter guidato da Catello Longobardi, un Honda Sh, per cause ancora da accertare si è scontrato con la Fiat Punto guidata da un giardiniere della frazione di Aurano, che assieme alla moglie stava facendo ritorno a casa dopo una giornata di lavoro in una villa della penisola sorrentina. L’impatto è tremendo. Catello vola dalla sella del suo motorino e viene sbalzato per diversi metri, finendo con il volto contro il bordo del marciapiede. La Punto, invece, finisce in testacoda nella corsia opposta. In quel momento, è di passaggio proprio lungo la statale Agerolina, il sindaco di Gragnano, Nello D’Auria. Alcuni automobilisti e centauri scendono dalle vetture per avvicinarsi al sedicenne che resta disteso a terra, immobile. Si forma un capannello di persone, il primo cittadino si rende conto che le condizioni del giovane sono gravissime e allerta i soccorsi. Sul posto arrivano anche una pattuglia della polizia locale di Gragnano e una dei carabinieri, che cercano di gestire il traffico di un’arteria di collegamento fondamentale tra più Comuni, in attesa dell’ambulanza. Passano 10 minuti, poi 20, infine si arriva a 40, prima che i soccorsi si materializzino sulla statale Agerolina. Un tempo interminabile, con un ragazzo che continua a perdere sangue e non dà alcun cenno di ripresa. Inutile il trasferimento all’ospedale San Leonardo. Catello muore e la notizia si diffonde in pochi minuti. Una tragedia che colpisce Castellammare e su cui ora dovranno fare luce gli agenti della polizia municipale di Gragnano, agli ordini del comandante Alfonso Mercurio, a cui la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha delegato le indagini. La salma è stata sequestrata e oltre alla dinamica dell’incidente, ci sarà da approfondire anche se i ritardi dei soccorsi possano aver pregiudicato la possibilità di salvare il sedicenne di Castellammare dalla morte.

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